Essere Chiesa, essere fratelli

Gruppo Ricerca ADO Toscana

 “Essere Chiesa è esistere per gli altri. Per me questa frase vuol dire molto, non solo accogliere le persone che hanno bisogno del nostro aiuto, ma anche farle sentire come a casa”. (Lorenzo)

L’incontro del Gruppo Ricerca Ado della zona Toscana ha visto riuniti i ragazzi delle case salesiane toscane presso la casa sdb di Firenze. Arrivati a metà cammino, vediamo i partecipanti sempre più interessati ai temi e alle riflessioni proposte loro. I GR, si sa, racchiudono tanti aspetti importanti per i giovani: in primis sono un momento per far nascere nuove amicizie, fare gruppo insieme ad altri coetanei che condividono qualcosa di bello e di speciale come la Fede e il carisma Salesiano; inoltre sono anche uno stacco dalla solita routine frenetica, per concedersi un momento in cui fermarsi a riflettere su chi sia per noi Dio e come posso vivere il mio Credo concretamente nella vita di tutti i giorni.

“Non mi aspettavo di fare gruppo così facilmente, siamo molto uniti e spero che continueremo ad esserlo” (Alessia). “Sono incontri speciali, ci si diverte e si conoscono nuove persone” (Diletta). “Le tematiche che vengono affrontate sono spiegate in modo chiaro e semplice attraverso giochi e lectio” (Giada). “Nei giorni in cui partecipo ai GR riesco a staccare da tutto ciò che di solito ho intorno. Penso che siano una delle esperienze fondamentali per il nostro cammino” (Isabella).

  Piano piano, prendendo sempre più confidenza, ci si apre e non si teme di essere etichettati dagli altri, perché tutti si mettono in gioco, con un milione di domande in testa che vorrebbero subito una risposta. Tuttavia ci vuole tempo e solo camminando costantemente si può arrivare ad una sana maturazione umana.

“A questi incontri mi sento trasparente: non ho paura di essere me stessa e di esprimere quello che sento” (Benedetta).

Approfittando della visita diocesana del Cardinale Giuseppe Betori all’oratorio di Firenze abbiamo affrontato il tema dell’essere Chiesa. Anche oggi non è semplice per i ragazzi sentirsi cristiani a scuola, nello sport e negli ambienti in cui vivono perché spesso si viene giudicati e non si riesce a far capire il motivo per cui si crede e si frequentano i luoghi religiosi, gli oratori. Solo vivendo esperienze concrete di accoglienza, divertimento, dialogo e confronto si può capire la bellezza che vi è contenuta. Questo gli adolescenti lo sanno: hanno bisogno di certezze, di capire molte cose su Dio e su loro stessi, argomenti che spesso forse anche noi più grandi diamo per scontato; hanno dentro un fuoco che brucia dalla voglia di sentirsi attivamente parte di un gruppo che sappia dargli quello di cui hanno bisogno, cioè la gioia della Fede e per la vita.

“Voglio prendermi l’impegno di dimostrare ai miei coetanei che la Chiesa non ci imprigiona, ma che siamo noi e possiamo renderla allegra e più aperta a tutti” (Giacomo). “Voglio sentirmi sempre più parte della Chiesa e cercare di testimoniarne la bellezza con le mie azioni” (Caterina).

  E alla fine bisogna concretizzare! Essere “onesti e cittadini e buoni cristiani”, come ci ricorda il nostro padre don Bosco, ci chiama ad essere persone attive, a non stancarci di camminare e di portare con le nostre azioni e il nostro esempio un messaggio positivo di chi è veramente parte di una Chiesa sempre viva.

“Grazie ad essi ho iniziato un nuovo cammino. Vorrei cercare di trasmettere queste mie esperienze anche ai miei coetanei” (Martina). “Vorrei cercare di essere una vera cristiana, vedere il buono in tutti quelli che incontro, anche nelle persone che mi stanno antipatiche” (Sara). “Dovremmo imparare di più ad accettare non solo noi stessi ma anche gli altri, affrontando argomenti che non devono essere scontati per noi cristiani” (Ester).

  C’è sicuramente da camminare ancora per migliorare come Chiesa fatta di uomini, ma finché saremo “costruttori di novità” non dobbiamo temere. Mettendo un mattoncino alla volta arriveremo a comporre qualcosa di unico che ci porterà fino al Cielo, saldamente radicati in Gesù Cristo.

“Essere Chiesa è come essere un puzzle: tutti siamo importanti ed abbiamo il nostro posto unico al mondo” (Marta).

Antonio Cini

 
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