Venite e vedrete

Esercizi Spirituali MGS - Sardegna

Venerdì 10 marzo 2017 abbiamo dato avvio agli Esercizi Spirituali del Movimento Giovanile Salesiano della Sardegna in cappella, presso la parrocchia SS. Redentore di Arborea (OR), con la Via Crucis e con l’intervento di don Michelangelo, incentrato sulla necessità di farci irrigare, “bagnare” dalla Parola e di lasciarci fecondare nel silenzio in modo da portare frutto.

Dopo i vespri e la cena, abbiamo vissuto insieme un momento di fraternità, in compagnia del the caldo e di un dolce assaggio. E' seguita la prima lectio, guidata da don Marco, riguardante il brano evangelico del seminatore e dei differenti terreni: in quale terreno ci troviamo? In quello dell’ascolto superficiale, in quello dell’incoerenza, in quello soffocato dalle tentazioni e da tanti impegni, o in quello buono, che accoglie il seme (la Parola di Dio) e che dà tanto frutto?

Il giorno seguente, dopo le lodi e la colazione, don Marco ha tenuto la seconda lectio divina, dove abbiamo osservato Giovanni Battista che porta due suoi discepoli a conoscere Gesù che sta passando: li esorta con un “Venite e vedrete” a conoscerlo appieno. Personalmente, nelle prime due meditazioni, ho riflettuto maggiormente sulla necessità di fermarmi in ascolto e in silenzio (esterno e interno) davanti alla Parola, che sa bene cosa dire a ognuno di noi.

Nel pomeriggio abbiamo vissuto la celebrazione penitenziale, con un largo tempo per riflettere e per confessarci. Abbiamo proseguito con la simpaticissima serata (grazie a Lorenzo e Marco!), sereno momento di svago, ideale anche per conoscerci meglio. Dopodiché ci siamo recati in cappella per l’adorazione eucaristica, momento forte di preghiera e ringraziamento davanti al Santissimo.

Domenica, dopo le lodi e la colazione, si è dato avvio alla terza lectio, basata sul seguito della Parola meditata sabato, nella quale Andrea e Filippo (i due discepoli di Giovanni) testimoniano il loro incontro con Gesù. Necessariamente infatti, si ha desiderio di condividere e testimoniare la gioia che si vive nello stare col Signore. Abbiamo così proseguito con la messa e col pranzo, per concludere con le condivisioni.

Partendo dal Vangelo di domenica, per me (e penso per tanti) salutarci è stato davvero come “scendere dal Tabor”. Dopo tre giorni di così tanta pace e serenità infatti, nonostante venga il desiderio di “montare le tende e restare”, bisogna verificare nel quotidiano la loro utilità e la loro bellezza. Devo ammettere che non ero da subito pienamente deciso a fare quest’esperienza, essendo per me qualcosa di nuovo; ma posso ora ben dire di essere più che soddisfatto di averla vissuta!

Simone Maccioni
 
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