Don Donato ERCOLINO

Omelia funebre

OMELIA NELLE ESEQUIE DI DON DONATO ERCOLINO

Parrocchia S. Leonardo Abate a S. Giovanni Rotondo – 12 aprile 2017

Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo,

perché io sappia indirizzare 

una parola allo sfiduciato. 
Ogni mattina fa attento il mio orecchio
perché io ascolti come i discepoli.
Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio
e io non ho opposto resistenza,
non mi sono tirato indietro
. (Is 50,4-6)

 

3«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
4Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.

5Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
6Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
7Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
8Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
9Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
10Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
11Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. 12Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi. (Mt 5,3-12)

 

La prima lettura presenta la figura del servo sofferente … il profeta parla di sé … e nello stesso tempo presenta il Messia … è proprio facile vedere in questa pagina il volto di Cristo … un Gesù obbediente … che ascolta la Parola del Padre e accoglie il calice che l’umanità sta preparando per Lui …il Padre chiama e il Figlio risponde … fatica … è dolorosa … ma si fa carico della croce … del peccato dell’umanità.

Don Ercolino ha vissuto nell’ascolto della volontà del Padre …

Don Donato nasce a San Giovanni Rotondo il 20 febbraio 1933, da papà Giovanni e mamma Maria Germano. In una famiglia piena d’amore e di fede. Un ragazzo timido e riservato ma con tante capacità e un forte spirito religioso.

Dopo la scuola media Donato entra nella casa salesiana ad Amelia nel 1947 dove il Signore lo chiama a seguirlo e si mette a suo fianco per accompagnarlo sempre. Affascinato da Don Bosco e l’allegria salesiana si affida a lui e cerca di fare suo la vita di Don Bosco. Inizia il noviziato a Monteoliveto a Pinerolo il 15 agosto 1949. La Prima Professione la fa il 16/08/1950. Il Signore lo ha chiamato e lui nel suo discernimento con l’aiuto del maestro, il suo confessore, la comunità, l’ambiente e la famiglia ha accolto questo invito e ha consacrato la sua vita con i voti di obbedienza, povertà e castità.

Il postnoviziato, gli studi di filosofia e la prima esperienza di vita religiosa lo compie a Roma a S. Callisto.

Il tirocinio pratico – la vita vissuta da salesiano in una comunità in mezzo ai ragazzi 24 ore su 24 ore - lo svolge un anno a San Marino e due anni a Loreto ed emette la professione perpetua il 10 luglio 1957 a Gualdo Tadino.

Per i studi teologici e la sequela di Cristo come ministro va per due anni a Monteortone, un anno a Messina e un anno a Castellamare di Stabia. Dopo questo cammino Don Donato così si confida al suo direttore “Eccomi giunto, con l’aiuto del Signore, all’ultima mia decisione… Ho cercato di fare del mio meglio. Il resto l’ha messo il Signore…”. Viene ordinato sacerdote il 7 luglio 1960 a Pompei presso il Santuario della Madonna. Maria è sotto la croce e sostiene il suo Figlio Maria è accanto ad ogni suo figlio che segue Gesù, Maria è mamma, aiuto, maestra dei figli di Don Bosco e lì quando Don Donato diventa prete.

È salesiano sacerdote a seguito di Cristo per donare la sua vita ai giovani e a quanti il Signore lo manderà.

Come salesiano sacerdote inizia il suo ministero in mezzo ai ragazzi e i giovani come direttore dell’Oratorio a Perugia. L’anno seguente va a Terni come consigliere scolastico dell’Istituto.  Ma non passano quattro anni che viene richiamato a Perugia nell’Istituto Don Bosco dove svolge il suo servizio prezioso e sacrificato in mezzo ai ragazzi come direttore dell’Oratorio. In quegli anni frequenta anche l’università e si laurea in Filosofia e riceve l’abilitazione in lettere per l’insegnamento nella scuola media.

Don Giuseppe Masili così lo ricorda “Gli anni 70, quando nello zaino c’erano meno acciacchi e parecchi anni in meno, don Donato ha vissuto, con i ragazzi di Perugia, forse gli anni più ricchi del suo ministero di sacerdote e insegnante. Scuola, Oratorio, supporto a don Paciaroni nei campi estivi e la cura di tanti ragazzi, che divenuti adulti e affermati professionisti, hanno continuato a coltivare un forte legame di amicizia”

In quelli anni di turbolenza e di cambiamenti sociali ed ecclesiali anche don Donato si mette in discussione e si rende disponibile a cambiamenti anche radicali: partire in Germania per servire gli immigrati italiani? e soprattutto rivedere la sua vocazione ed approfondirla. Si sente sofferente, sente di non rispondere a Dio. Nella ricerca nel settembre del 1977 si mette a servizio dei ragazzi insegnando italiano, storia e pedagogia a Perugia nella scuola media statale e con l’aiuto di Dio e tante persone di fede rilegge la sua vocazione.

 “Un confratello buono, mite, pio; sempre assiduo alla preghiera, alla Messa, al Breviario, alla meditazione” così lo presenta don Melis in una lettera nel 1981 a don Viganò Rettor Maggiore dei Salesiani.

Abbiamo ascoltato nella prima lettura “Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro”. Don Donato ricco di fede si affida al Signore e si mette nelle mani di sagge guide e dell’ispettore che lo accompagnano nel suo percorso e lui … non si tira indietro anzi rimette la sua vita nelle mani dell’Ispettore che lo manda nel settembre del 1990 a Civitanova Marche come vice parroco, vicario della comunità e incaricato dell’oratorio. Nel 94 lo troviamo a Port Recanati come vicario e incaricato dell’Oratorio. Nel 97 a L’Aquila ed ancora dal 2000 a Civitanova Marche. Con cuore e generosità si mette al servizio del Signore e dei giovani a cui è mandato.

Negli ultimi anni a Civitanova si mette a servizio dei confratelli ammalati nella Villa Conti.

Facendo suo la beatitudine del Vangelo: “Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.”

Nel 2013 si mette a servizio ancora dell’Oratorio e la parrocchia a Vasto ed infine a Loreto per collaborare con i confratelli nella Casa di spiritualità. Ancora don Masili ci scrive: “Amava talvolta sfogliare qualche album, rivedere qualche video dei campi a Ussita, sotto le tende a Calcara, sulle vette dei Sibillini, nelle vallate dove passeggiate e grandi giochi occupavano il tempo dei ragazzi. Quelle montagne non le ha mai lasciate: dopo l’impegno in diversi oratori si è ritrovato a Colorito, per conto della comunità di Civitanova a organizzare l’attività estiva e invernale del camping che pian piano si era ingrandito. Aveva un compagno in più: l’elegante bastone per rendere più sicuri i suoi passi, non certo per avere qualche ragione in più con qualche giovane ospite ... indisciplinato.

Finché ha seguito questi impegni, stimolato anche dall’amicizia dei suoi collaboratori, si è lasciato meno condizionare dallo stato della salute che andava peggiorando. Velatamente lo faceva notare in qualche incontro comunitario sottolineando la necessità di “imparare a invecchiare”.

A Loreto continua ad essere presente in modo fraterno e svolgere il suo servizio con tanta misericordia fino ad un mese fa quando la salute lo obbliga di andare all’ospedale. Dove ieri quando doveva spostarsi nella Comunità di Artemide Zatti a Roma per ritrovare le sue forze ci lascia e va a stare per sempre nella Casa del Padre accogliendo il Suo invito.

Don Franco Luchetta ci scrive: “Ho appreso la morte di Don Donato nel momento in cui telefonavo per fargli auguri pasquali, ma lui era già nella luce del Cristo risorto. Insieme ho trascorso lunghi periodi di attività pastorale e ho apprezzato le sue doti di salesiano e di educatore secondo il carisma di Don Bosco. Era sensibile e partecipe alla vita comunitaria condividendo con gioia ogni iniziativa. Nonostante la sua riservatezza aveva una particolare attenzione per le necessità altrui. Nell’ambito parrocchiale conosceva e vistava le famiglie la sua vicinanza per alleviare le difficoltà spirituali e materiali. La sua dipartita improvvisa in questa settimana santa fa che egli festeggi in cielo la risurrezione di Cristo Gesù. Sono certo che il Signore l’ha accolto nella sua vita e pace eterna.”

Noi preghiamo per te caro don Donato, e tu prega per noi, perché - mantenendoci in grazia di Dio e solleciti per le necessità dei fratelli – accogliamo le croci di ogni giorno e rispondiamo quotidianamente alla Sua chiamata come tu hai cercato sempre di fare. Amen.

 

 

 

 
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