La fatica per pensare

e perseguire le convinzioni personali

(MGS IC 29.01.2017) E’ iniziato a Genova il Quinto Forum del Movimento Giovanile dell’Italia Centrale. Primo appuntamento significativo nella Sala della chiamata del Porto, a due passi dalla Lanterna.

Dopo una rapida presentazione dei partecipanti provenienti dalle sette Regioni del Centro Italia e da cinquanta presenze locali collegate prevalentemente con le Case dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice,  si è passati  all'ascolto e al confronto.

I conduttori della serata, Maria Chiara di Siena e Luca di Terni, hanno introdotto i diversi relatori.

La prima parola è stata per Don Maurizio Verlezza, Direttore dell’Istituto Don Bosco di Genova-Sampierdarena. In maniera sintetica e chiara ha presentato l’Opera Salesiana di Genova come un laboratorio di accoglienza: questo l’obiettivo e questo il servizio quotidiano offerto a chi si presenta, italiano o equadoregno, cristiano o musulmano. Si tratta di una realtà aperta, come il mare di Genova:  un mare che accoglie e che invia, come avvenne per Don Bosco che da Genova inviò i primi missionari salesiani in Sud America, in compagnia di tanti emigranti italiani.

L’intervento del cardinale Bagnasco non ha lasciato spazio al disimpegno. Ora per la fatica di pensare, ora per non lasciarsi rinchiudere in bolle di finzioni, altre volte per superare la immediatezza delle emozioni, la vita del giovane, citando Claudel, “non è fatta per il piacere, ma per l’eroismo”.

Andando poi a toccare il tema della immigrazione e della integrazione (uno dei temi centrali di questo Forum), Bagnasco ha affermato che ci si trova di fronte a un fenomeno planetario. Il cristiano di fronte a questa realtà si domanda se sia una realtà da subire o una realtà che porta con se un messaggio da parte di Dio. Sarà forse questo un fenomeno che scuote per uscire dalla autoreferenzialità, scoprire che il mondo è più grande della propria esperienza e l’umanità non si esaurisce nella propria esistenza?

L’Italia è una porta aperta che ha molto da insegnare ad altre entità europee tentate dalla chiusura.

A questi pensieri ha fatto eco il Ministro Pinotti, che ha voluto fare memoria innanzi tutto del suo passato giovanile proprio a Sampierdarena ora nell'esperienza Scout, ora nell'Oratorio Salesiano. E a queste esperienze giovanili, oltre che alla sua prima professione di Docente, deve in parte le radici del suo impegno sociale e politico.

In un contesto nel quale molti soffiano per creare muri, Pinotti auspica la costruzione di un’idea europea di solidarietà.

Il Ministro non dimentica il suo ruolo istituzionale, ma non meno invita i giovani a guardare avanti, coniugando il rispetto delle regole nel vivere sociale e civile e il rispetto della propria coscienza e delle proprie convinzioni.

I giovani presenti hanno apprezzato questi interventi e le risposte che hanno fatto seguito ad alcune domande.

 
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