Forza ragazzi!

l'inizio dei corsi a Rod El Farag

   Ore 07,15: prima riunione in sala professori per le indicazioni pratiche. Inizia il corso di italiano per 370 ragazzi! L'impatto come sempre non è senza emozioni, tra paure e ansie, ma anche voglia di iniziare, di dare, di guardare questi occhi desiderosi di imparare una lingua “strana” (l’italiano) completamente da zero. Le classi del corso estivo d’Italiano presso il “Don Bosco” de Il Cairo quest’anno sono 14, con una media di 27 per classe. La maggioranza dei ragazzi è musulmana.

Dopo qualche veloce e non rassicurante indicazione, si scende in cortile per la prima adunata, stile “militare”. I ragazzi vengono chiamati tutti per nome e divisi per classe. Risuonano, nello strano silenzio del cortile a quell'ora, i nomi dei ragazzi. Qualcuno si affaccia dai palazzi di fronte per vedere la scena, che si ripete ogni anno in questo giorno. Divisi per classe, tutti in fila… Fortunatamente c'è ancora l'ombra in quella parte di cortile, i ragazzi ascoltano il discorso del direttore, don Pietro Bianchi. Ha definito i ragazzi dei fogli bianchi per noi. Non è importante cos'abbiano fatto prima, non è importante se siano bravi o poco bravi, adesso è importante chi vogliono essere e come vogliono costruire il loro futuro nella scuola di don Bosco al Cairo. Il loro futuro dipende da loro, dalla loro perseveranza, dal loro desiderio di scoprire mondi diversi, di andare oltre quel muro che spesso non gli permette di vedere al di là, di scontrarsi con lettere, articoli, preposizioni o verbi strani, ma che sono la strada sicura per un futuro migliore.

Dopo le raccomandazioni iniziali, tutti in classe, in fila e in silenzio. Anche io porto i miei ragazzi nella classe n. 13. Sono 27. Entro, li guardo mentre attendono un gesto per mettersi seduti. Penso: chissà quanto sarà difficile per loro! Iniziamo l’alfabeto. Quello scorrere delle lettere è un primo assaggio di italiano. Ripetono a voce alta. Facciamo degli esercizi sul libro e già qualcuno cerca di anticiparsi gli esercizi successivi. Quanta voglia di fare, di imparare, di dimostrare che si è capita la regola!

Dopo il primo giorno già mi mancano questi ragazzi… A fine lezione, alle 13.30, tutti in fila fino all'uscita. Poi il saluto, uno per uno. Un timido «ciao!» da parte di tutti e uno sguardo alle mamme (molte con il velo e alcune con il niqab) o ai papà che sono venuti a prenderli. Li guardo un po’ emozionato mentre escono dalla scuola, risucchiati dal traffico e dal caos della città.

Forza ragazzi, costruite il vostro futuro con don Bosco!

يلا  يا شباب ، ابنوا مستقبلكم مع دون بوسكو !

don Luca Pellicciotta, sdb

 
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