Don Giorgio Bruni

Omelia funebre

OMELIA NELLE ESEQUIE DI DON GIORIO BRUNI

Castel Gandolfo   30 maggio 2017

Le vergini saggie … hanno l’olio … sono pronte ad andare ad incontrare lo sposo … amano sempre …  non si risparmiano …

Per amare si è concreti … si vive la storia … si sfida la cultura, la società …

Si lavora, si serve come il buon samaritano … si risponde ai bisogni di oggi … come Don Bosco … fino all’ultimo mio respiro vivrò per voi

Don Giorgio da sempre si è affidato al Signore, ha vissuto una vita nel Signore. Disponibile a compiere sempre la sua volontà. Come un vero figlio di Don Bosco: concreto, in mezzo alla storia e la vita della gente ed in compagnia di Maria Ausiliatrice.

Don Giorgio nasce a Volterra, in provincia di Pisa, l’8 ottobre del 1928 da Alfonso e Ester Stefanini. Riceve il battesimo nella cattedrale di Volterra il 17 ottobre e la cresima il 30 maggio del 1936 sempre nella cattedrale di Volterra.

Entra per la prima volta a 11 anni nell’Istituto Salesiano a Collesalvetti dove inizia la scuola media e nel 1944 a 16 anni trascorre a Strada Casentino l’anno del prenoviziato. Entra in Noviziato a Mandrione in Roma il 25 gennaio del 1945 ed emette la Prima Professione il 2 febbraio 1946.

Riceve come prima destinazione San Callisto in Roma, dove svolge gli studi filosofici per due anni. Passa poi i quattro anni di tirocinio pratico prima per un tempo a casa poi a Varazze, infine per due anni a Figline Valdarno dove rinnova la sua professione religiosa. Cosi viene descritto dal direttore di Figline: “Bruni Giorgio è stato per l’Oratorio di Figline di valido aiuto e molto prezioso; sia in sede come nella Colonia estiva ha fatto spiccare le sue belle doti di buon salesiano in mezzo ai giovani oratoriani sapendo farsi amare da tutti. Preciso in tutti i suoi doveri di religioso e nelle pratiche di pietà nonostante le molteplici attività alle quali prestava il suo contributo. Sempre aperto di carattere amava la confidenza dei confratelli sacerdoti più anziani.”

Gli studi teologici li inizia a Bollengo (51-54) dove fa anche la sua professione perpetua e nella comunità di S. Tommaso in Messina (54-55) dove riceve l’ordine del diaconato il 1 gennaio del 1955. Viene infine ammesso al sacerdozio con queste parole “… di molto ingegno, carattere servizievole, sacrificato e di buon spirito”, ed ordinato sacerdote a Messina il 29 giugno 1955.

Come sacerdote frequenta a Torino Crocetta il Pontificio Ateneo Salesiano conseguendo “cum laude” nel 1956 la licenza in Sacra Teologia.

Conclusi i studi comincia il suo servizio nella sede ispettoriale a Genova Sampierdarena come segretario ispettoriale, compito che svolge con tanta competenza per 7 anni. Nel 1964 l’obbedienza l’affida il compito d’incaricato dell’Oratorio dove in un anno appena seppe cattivarsi la simpatia dei giovani e delle famiglie. Nel 1967 l’obbedienza lo porta a Colle Val d’Elsa a succedere a Don Giovanni Raineri eletto consigliere generale in qualità di direttore della Comunità salesiana e di parroco nella Parrocchia di S. Agostino, compito che svolgerà per 10 anni.  

Le sue capacità di comunicazione di ampio respiro e di dialogo, la sua abilità nel disbrigo degli affari e la sua sensibilità ai problemi sociali e culturali favorirono il suo apostolato in un ambiente frastornato dalle problematiche di lavoro e delle tensioni politiche

Terminato il suo mandato passò alla comunità salesiana di Firenze nel 1977. Fu richiesto per le sue accurate, prudenti, profonde conoscenze, dimostrate precedentemente a Collevaldelsa, dei mezzi di comunicazione sociale, dall’Arcivescovo di Firenze la sua opera nell’organizzazione e programmazione delle sale cinematografiche parrocchiali e di tutte quelle iniziative attinenti al cinema, come responsabile Regionale del ACEC (Associazione Cattolica Esercenti Cinema) in Toscana. Compito che ha condotto con senso di responsabilità e competenza attirandosi la simpatia e gli interessi degli operatori di settore a livello cittadino, regionale e nazionale. Creò strutture ed iniziative di prestigio nazionale: Servizio Assistenza Sale, Mediateca e biblioteca, Movimento “Ragazzi & Cinema”.

            Contemporaneamente non mancò di esercitare il ministero sacerdotale sia nella comunità salesiana sia in una parrocchia affidategli “ad tempus” nel vicariato di Vicchio di Mugello dove seppe con la parola, il consiglio e la delicatezza dei modi ravvivare lo spirito cristiano.

Sig. Giorgio Margheri così lo ricorda: “Ho conosciuto don Giorgio Bruni nel periodo in cui a Firenze aveva un ufficio in curia. Si interessava delle sale cinematografiche parrocchiali. Partiva presto al mattino per recarsi nell'ufficio e tornava alla sera. La domenica andava nelle parrocchie di Rupecanina e di Rostolena, due frazioni di Vicchio di Mugello. Mi piace ricordare il carattere gioviale e sereno che metteva buon umore Siamo rimasti sempre in ottimi rapporti. Anche quando è stato trasferito da Firenze. Ricordo in particolare che ci scambiavamo gli auguri di buon onomastico, chiamandoci entrambi Giorgio”

Per la sua grande preparazione e umanità in fine nel 1993 lo chiamarono in Vaticano con il compito di assistente alla Direzione della Tipografia del Vaticano e l’amministrazione dell’Osservatore Romano. Compito che svolse con tanta intelligenza e saggezza fino il 2006.

Nel 2006 l’ispettore lo manda a Livorno in attesa di andare a Grosseto per iniziare una nuova Opera a servizio della Diocesi.

Don Elio Torrigiani così lo ricorda “Uno dei tratti fondamentali della personalità di Don Giorgio è stata la discrezione. Non ha mai voluto apparire o comparire. Per questo è difficile rendersi conto della ricchezza della sua vita.

Per circa 15 anni, negli anni 70 e 80, per mandato della Confer .Episc. Toscana è stato responsabile della Associazione delle Sale Cimematogr. Cattoliche. È anche il periodo del suo apprezzato lavoro pastorale nel Mugello. Oltre al lavoro a favore dei suoi associati, andò tessendo una rete di collaborazioni e contatti con le Istituzioni Regionali e le associazioni professionali, molto utili e apprezzate all'epoca.

A metà degli anni 90, Don Giorgio divenne Responsabile del Servizio Fotografico de L'O.R., in un momento in cui si trattava di dargli una nuova fisionomia e struttura. Cosa che Don Giorgio riuscì a fare con il suo solito stile discreto e non appariscente: scelse e amalgamò un gruppo di persone professionalmente capaci e pronte a inserirsi in un contesto di persone affiatate e motivate. Era bello lavorare con Don Giorgio!

Ultimo impegno della sua vita è stato il prendersi cura della Chiesa della Madonna del Lago, a Castel Gandolfo, dove insieme ai giardini e alle strutture, sono rifiorite la devozione e la preghiera alla Santa Vergine.

Ebbe il dono grandissimo della capacita di relazione e amicizia. Con una caratteristica: spesso i suoi amici diventavano amici fra di loro. Il senso del dono gli era connaturale.”

Nel 2010 con la nascita della circoscrizione Italia Centrale l’obbedienza lo porta a Castelgandolfo come vicario parrocchiale e con la cura della Chiesa della Madonna del Lago compito che svolge con generosità ed entusiasmo fino a qualche mese fa quando la salute lo obbliga a riguardarsi.

Allora chiede di essere trasferito nella comunità B. A. Zatti. Dove con pazienza, simpatia e preghiera affronta la malattia e il peso dell’età. La comunità lo accoglie e lo accompagna in particolar modo il direttore don Antonio, i confratelli, le suore e le care signore volontarie lo assistono continuamente.  Ricordiamo e ringraziamo anche Professor Stefano Maria Zuccaro, oltre che medico, suo grande amico, suo angelo custode negli ultimi anni.

Il 28 maggio, all’età di 88 anni, 71 anni di vita religiosa e 62 anni di sacerdozio, Don Giorgio passa alla Casa del Padre.

Don Abraham ci scrive: “Ricordo i suoi occhi che mi guardava con stima ed affetto per il poco che ho potuto fare per lui. Don Bruni trasmetteva la semplicità, la bellezza della vita vissuta con gioia e la sua fede profonda. Siamo incontrati diverse volte ma sempre aveva qualcosa da raccontare della sua vita ed esperienza pastorale. Mi pare che Don Bruni con la sua vita ha scritto un bel libro pieno di gioie della sua vita in mezzo alle persone, un uomo pieno d’umanità. Ha conquistato un posto nel cuore delle persone, era amico di tutti e aveva una parola di incoraggiamento per le persone che ha incontrato. Incontrandolo dieci giorni fa mi diceva, “dobbiamo andare a Castel Gandolfo devi celebrare la Santa Messa nella mia chiesa poi pranziamo insieme”. Un uomo che ha vissuto la sua vita serenamente. Ho visto le lacrime negli occhi delle persone quando hanno saputo della morte di Don Giorgio.”

Don Giorgio è stato un salesiano che amava la vita, pronto a servire con gioia e competenza la congregazione, la chiesa ed i giovani. 

Ringraziamo il Signore per d. Giorgio e in comunione preghiamo per lui perché possa da subito godere dell’amicizia di Dio Padre nel Figlio accanto alla nostra Mamma nei cieli, Don Bosco e tutti i suoi cari.

d. Karim Majidi, Vicario ispettoriale

 

 
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