Signor Modesto PIntarelli

Omelia funebre

Omelia nelle esequie di Sig. Modesto Pintarelli

nella cappella della comunità Beato Artemide Zatti in Roma

9 giugno 2017

Se Dio è con noi chi sarà contro di noi. Se Dio è con noi … la vita è bella … siamo ristorati dal Signore. … Il cammino diventa dolce e il carico leggero … La vita è un dono … va accolto e condivisa … va servita … il Signore va lodato e benedetto sempre con le parole, con le opere e la vita … se Lui è con noi abbiamo tutto … non temo alcun male … faccio tutto quello che posso per lodarti

Dalle nostre costituzioni

Cost 78.  Il lavoro assiduo e sacrificato è una caratteristica lasciataci da Don Bosco ed è espressione concreta della nostra povertà.

Nell’operosità di ogni giorno ci associamo ai poveri che vivono della propria fatica e testimoniamo il valore umano e cristiano del lavoro.

Reg 64. Per un senso di risparmio e nello spirito di famiglia, i lavori e i servizi della casa siano compiuti, per quanto è possibile, dai confratelli

Sig. Pintarelli ha vissuto lavorando e lodando affidandosi al Signore.

Modesto (o meglio “Pinta” come veniva chiamato quotidianamente) è nato a Pergine Valsugana, in provincia di Trento, il 9 novembre del 1921 da Domenico e Domenica Paoli. Viene battezzato il giorno dopo nella parrocchia a Viarago dove riceverà la cresima a 5 anni. La sua famiglia era composta dai genitori, il nonno e 7 figli: cinque fratelli e due sorelle dei quali 4 fratelli e una sorella sono entrati nella congregazione salesiana. Ci racconta Modesto:” dai 6 ai 14 anni ho frequentato le scuole comunali del mio paese. Durante questo tempo specialmente nelle stagioni estive aiutavo il babbo a lavorare nei campi … dai 14 anni ai 17 mi sono dedicato al lavoro del falegname avendo in casa la falegnameria. Era il mio nonno che mi insegnava il mestiere, essendo stato maestro di molti falegnami. Durante questo tempo, avendo io un fratello chierico salesiano, con le sue belle lettere e col suo esempio e con le sue preghiere nacque in me il desiderio di farmi salesiano … il 10 settembre 1938 sono partito da casa per il Borgo S. Lorenzo, ove sono rimasto per 11 mesi come aspirante dedicandomi alla pulizia della casa, poi in mancanza di vice cuoco il direttore per estrema necessità mi ha affidato questo compito … ad agosto l’Ispettore in mancanza di personale di cucina in Strada mi ha mandato in questo aspirantato e vi rimasi cuoco per 14 mesi. Ma qui … la mia salute ne ha sofferto assai … per rimettermi l’Ispettore mi manda a Figline come cuoco, falegname e assistente all’oratorio… dove ho fatto la domanda per essere ammesso al noviziato il 1 luglio del 1941.”

 Al noviziato la sua salute è un po' cagionevole (fin quando dà una mano come aiuto cuoco in cucina) perciò presenta la sua domanda dopo due mesi e mezzo che i suoi compagni hanno fatto la professione religiosa. Il direttore don Menichinelli così si esprime nel giudizio “Pietà buona, fedeltà nel lavoro, intelligenza discreta sono doti che in lui rifulgano esemplari. Qualche volta testardo”. Da buon trentino si esprime sempre con semplicità e nella verità. Modesto fa la sua prima professione l’8 dicembre del 1942 come coadiutore nel noviziato di Varazze.

Dopo la professione viene richiesto il suo aiuto a Varazze, compito che svolge con tanta generosità. Dopo tre anni nel 45 dopo la fine della guerra viene mandato a Genova Sampierdarena come aiuto maestro falegname, si mette a servizio dei giovani nella scuola dei mestieri. La Professione Perpetua lo emette l’8 dicembre del 1948 a Genova Sampierdarena. Dopo la professione perpetua va a Torino – Rebaudengo per frequentare il Corso di Magistero dove riceve l’abilità all’insegnamento come maestro falegname mobiliere il 24 novembre del 1952.

Da confratello salesiano coadiutore e maestro falegname con tanta fedeltà, impegno e cordialità si mette a servizio dei giovani e della comunità a Genova Sampierdarena come vice capo dei falegnami, e si adopera con tanta passione nei corsi di falegnameria fino alla chiusura dei corsi nel 1964. Con i giovani coltiva e partecipa anche a tante corse da ciclista passione che lo accompagnerà per sempre. Nelle gare partecipa sempre da amatore ma … ne vince purè tante.

Nel 1964 viene spostato per un anno a Borgo S. Lorenzo per seguire la casa come provveditore. Compito che svolgerà successivamente ad Alassio per 9 anni. Fa di tutto è sempre in azione.

Nel settembre del 1974 viene chiamato a Livorno come factotum per dare una mano all’economo della casa, a curare la manutenzione, e tutti lavori che sorgono in mezzo ai ragazzi. Compito che svolgerà per 23 anni a La Spezia Canaletto. Compito che ha svolto sempre con tanta passione senza risparmiarsi. A Canaletto per 4 anni ha dovuto reggere anche tutta l’economia della casa come economo. 

Da La Spezia ancora a Genova Sampierdarena per nove anni dal 1998 al 2007 con il compito di aiuto, alla casa e all’economo per curare la manutenzione. In questi anni, da buon falegname continua nel tempo libero di realizzare lavori molto pregiati. Lavori che vengono donati e offerti … uno suo tavolino fa un gran figurone negli uffici del Rettor Maggiore.

Infine 10 anni fa con l’aumento dell’età viene trasferito alla comunità di Varazze. Dove nonostante tutto si adopera per essere utile continuando a tessere una rete di amicizia e di fraternità. 

Nel 2013 con la chiusura della comunità di Varazze viene trasferito a Roma in questa comunità di B. Artemide Zatti.

Sig Paolo Evelli così lo ricorda: “Andando in questi anni a trovare il Pinta, dopo aver trascorso qualche anno con lui, mi dilettavo in una lettura fisionomica del suo volto del tutto particolare, cercando di decifrare tutte le caratteristiche della sua personalità. 

Mingherlino ma di grande statura morale, diritto nella persona, mi impressionavano l’arguzia e la vivacità dei suoi occhi cerulei e quel soave e gioviale sorriso nel volto. Bocca piccola ma sempre sorridente, il naso aquilino aggiungeva un senso di fermezza e una grande forza di volontà come nell’affrontare le salite in bicicletta che lo hanno visto tante volte protagonista e spesso vincente. Aveva un’aria che rubava i cuori, sapeva tessere proficue relazioni e belle amicizie nello stesso modo con cui, con grande maestria, elaborava i suoi intarsi con il legno. Godeva nel ricordare l’amicizia e la simpatica che gli riservavano i vari Gimondi, Adorni, Motta, Zilioli… con i quali si allenava lungo la riviera ligure sfidando le intemperie e il gelido vento che gli sferzava la faccia. Ha sempre affrontato le avversità della vita con grande forza di volontà come affrontava con tenacia le feroci salite in bicicletta. 

 Laboriosità infaticabile e povertà, queste le caratteristiche che lo hanno distinto per tutta la vita, pieno delle virtù della sua terra. È vissuto tra noi con fede coerente, sincera amorevolezza e profonda umanità coltivando e donando amicizia vera.

Caro Pinta, ti ringrazio per la tua testimonianza di una fedeltà al quotidiano che mi è di stimolo.  Ti porto nel cuore”

Qui il 7 giugno, all’età di 95 anni e 75 anni di vita religiosa il nostro caro sig. Pintarelli dove la comunità, il direttore, i confratelli, le suore e le care signore volontarie lo hanno accolto e assistito lungo questi 4 anni, è passato alla Casa del Padre.

Pinta è stato un salesiano semplice, laborioso, attaccato al servizio e libero di tutto, legato alla povertà evangelica e alla fraternità.

Ringraziamo il Signore per Sig. Pintarelli e in comunione preghiamo per lui perché possa da subito stare, accanto alla nostra Mamma nei cieli, Don Bosco e tutti i suoi cari … pedalando tra i monti e i cieli.

d. Karim Madjidi

 
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