Ad osservare

Il Cairo - Il Cairo Zaytoun, mercoledì 26 luglio 2017

   Il gruppo di Zaytoun oggi ha passato gran parte della sua giornata ad osservare. Osservare il quartiere, osservare una chiesa copta ortodossa, osservare il Nilo di notte ma soprattutto osservare le persone. Un osservare che non è giudicare ma voglia e curiosità di capire. Un osservare che non è superiorità ma cercare un "perché" dietro gesti che facciamo fatica a comprendere. 

Ogni popolo vive la sua storia, assimila la sua storia e questa lo cambia, in maniera netta. Ogni persona è una spugna, assorbe ciò che ha intorno, "sei ciò che vivi" questo è stato detto in un momento di condivisione. 
In questo periodo di permanenza probabilmente vedremo tante cose a cui non sapremo dare una risposta, vedremo mille gesti lontani dalle nostre abitudini, ma forse è giusto così. Lasciare dei puntini bianchi, lasciare che qualcun altro risponda per noi. Abbandonare le nostre abitudini, abbandonare preconcetti e pregiudizi e abbracciare una cultura tutta nuova, non perché la nostra sia superiore o inferiore, ma perché da tutti si può imparare, perché c'è del buono in ognuno di noi. In ogni principio non estremizzato. Bisogna osservare prima ancora di parlare. Bisogna conoscere prima di parlare.
Siamo al secondo giorno e ci sentiamo parte della famiglia di Zaytoun, accolti e pronti ad accogliere. Abbiamo notato la bellezza di un oratorio che insegna l'integrazione tra egiziani e sud sudanesi dove invece la normalità ti impone diffidenza nei confronti di chi è diverso da te.
Ora, come noi oggi abbiamo osservato e continueremo ad osservare, vi consigliamo la stessa cosa. Tenete gli occhi aperti, siate vigili! Non abbandonatevi ai pregiudizi, informatevi, non abbiate paura di conoscere. Non c'è niente di più bello di restare piacevolmente stupiti dalla vita! 

 Gioia Perinetti 

 
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