Non avete paura?

domanda a bruciapelo

   Questa è la domanda (a sorpresa) di Vera, un'animatrice dell'oratorio di Zaytoun, quartiere popolare del Cairo. È stata lei a vederci passeggiare tranquillamente una mattina per le vie del quartiere. Incrociando il suo sguardo sorpreso, avevo intuito che il vederci destava in lei una preoccupazione per noi. Non avete paura? Avrei voluto rispondere: di cosa? 

È vero, girare per le vie dei quartieri popolari non è sempre facile. Questa zona confina anche con alcune zone dove l'Islam integralista è di casa. Ma credo anche che le paure tipicamente occidentali possano un po' cadere quando vivi questa realtà. Di solito si dice di aver paura di ciò che non si conosce, oppure di ciò che si è sperimentato essere oggettivamente pericoloso. Qui viviamo la quotidianità degli abitanti di questa zona senza paura. Ci dà coraggio il vedere come vivono loro. Non siamo venuti qui per rimanere rinchiusi nel cortile dell'oratorio. Siamo venuti per farsi sorprendere dalla quotidianità di queste persone...

Giovedì scorso, durante l'incontro di formazione con i ragazzi dell'oratorio, don Dany, il direttore della casa, ha chiesto ai ragazzi: dopo gli attentati a Tanta, perché questi volontari italiani sono venuti qui? Perché non hanno paura?
Un ragazzo ha alzato la mano e ha risposto: "non hanno paura perché testimoniano Gesù senza paura". Risposta bella, ma anche difficile da vivere. 

Chi è rimasto a casa, penso ai nostri familiari, amici e altre persone che ci conoscono, sono preoccupati per la nostra permanenza qui al Cairo. Ma qui vediamo la forza e il coraggio di questi ragazzi cristiani che testimoniano la loro fede nonostante tutto, nonostante il pericolo sempre presente. In questo periodo il governo consiglia di non creare gruppi di cristiani ben visibili, soprattutto davanti le chiese, per il reale pericolo di attentati fondamentalisti. Questi ragazzi ci stanno dando un bel esempio di cosa significa non avere paura, di cosa significa camminare per le vie del quartiere con segni visibilmente cristiani. Questi giovani ci stanno consegnando l'ingrediente che non deve mancare quando si vive una situazione come questa, ossia il coraggio che proviene solo da Dio.

L'insicurezza, qualche timore, la differenza della lingua che ti rende meno sicuro, meno forte, tutto questo c'è. Ma c'è anche la voglia di vincere la paura con la normalità che gli egiziani ti sanno trasmettere. Non avete paura? No! Perché grazie alla vostra testimonianza la paura si trasforma in coraggio di mostrare la bellezza delle fede cristiana. Grazie, cristiani d'Egitto.
don Luca Pellicciotta, sdb
 
Esci Home