cosa pensa un ragazzo egiziano?

Io sogno di studiare all'estero

   Oggi abbiamo conosciuto Tony, un ragazzo molto sveglio che si pone tante domande, soprattutto sul suo futuro. Scriviamo nero su bianco direttamente ciò che lui ci ha detto perché le sue parole non hanno bisogno di nessuna spiegazione. 
Tony si è avvicinato a noi perché voleva parlare con don Luca e aveva bisogno di qualcuno che traducesse dall'inglese all'italiano. 

Ci ha sorpreso con la prima domanda:
"Io sogno di studiare all'estero, potresti aiutarmi?" 
La sua domanda ci ha spiazzato, non sapevamo quanto prendere sul serio ciò che stava dicendo. 
"Che intendi?" 
"Ho sentito dire che esistono delle strutture che offrono vitto e alloggio in cui ti istruiscono e nello stesso tempo ti permettono di lavorare. Vorrei tanto andare lì, in uno di quei posti." 
"Perché?" 
"Perché sono cristiano. Ed essere cristiano nel mio Paese comporta tanti limiti. A scuola vengo preso in giro eppure mi piace studiare e sono molto bravo. E un domani per lo stesso motivo non troverò un lavoro. Ho sentito che in Italia arrivano tante persone con i gommoni e che alcune di esse vengono accolte in strutture come quelle che cerco. A volte quando vado al mare penso che nuoterei fino allo stremo pur di toccare un altro Paese. Preferirei morire in mezzo al mare pur di non rimanere qui."
Siamo rimasti gelati, non sapevamo cosa rispondere ma aveva bisogno di una risposta, sperava in una soluzione. Abbiamo dovuto cercare di non abbatterlo ma allo stesso tempo non illuderlo. Il tutto in due secondi di tempo e troppe lacrime tirate indietro e occhi lucidi da entrambe le parti. 
"La cosa più importante di tutte è che questa non deve essere una fuga, il tuo è un bellissimo sogno ma come i più grandi progetti ha bisogno di tempo. Il futuro va costruito passo dopo passo. E non dimenticare di amare il tuo Paese, perché questo è il tuo Paese. " 
" Non è il mio Paese e non posso lavorare qui. "
"... Che lavoro vorresti fare? "
"Il poliziotto, ma qui non lo voglio fare perché non voglio proteggere un Paese che non mi protegge. "

È difficile rispondere ad un ragazzo di questa età su un argomento così delicato. Abbiamo esitato un momento nel controbattere e ci ha fatto sorridere il suo intervento" ho detto qualcosa di sbagliato? Vuole uccidermi? " ha chiesto guardando prima don Luca e poi noi in modo ironico.

Non sarà facile per chi leggerà questo articolo, come non lo è stato per noi finché non l'abbiamo sentito con le nostre orecchie e visto con i nostri occhi, capire le difficoltà di un qualsiasi ragazzo egiziano che vuole costruirsi un futuro. Ciò che per noi è scontato per loro è estremamente importante, ciò che per noi è pesante per loro è un sogno ( la scuola ad esempio).
Il nostro incontro si è concluso con una risata e una promessa:
"Continua gli studi ma soprattutto ama la tua vita." 
"Ok amerò la mia vita. Ci proverò." 
Francesca Maria Pepe e Gioia Perinetti
 
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