UN ANNO NELLE CASE DI DON BOSCO

Oltre 150 giovani impegnati nelle Case salesiane per il Servizio Civile Nazionale: esperienza nell’ ambito dell’educazione per i giovani. Esperienza coordinata dalla Federazione SCS/CNOS – Salesiani per il sociale.

Nel mese di settembre oltre 150 giovani hanno iniziato l’ anno di Servizio Civile nelle Case salesiane delle Regioni dell’ Italia Centro. In Liguria 29 e nelle Marche 15, nel Lazio 56 e in Abruzzo 12, in Umbria 7 e in Toscana12,  e in Sardegna 28: 21 Progetti che impegnano nell’ ambito della educazione, del disagio, del sostegno scolastico, delle attività ludiche in cortile e come supporto affettivo e psicologico nelle Case famiglia.

Un totale di 159 giovani che ora, dopo le prime settimane di esperienza sul campo, dopo aver fatto conoscenza ognuno e ognuna con l’ambiente educativo di propria competenza, iniziano il primo momento della cosiddetta formazione generale.

A Firenze (26-29 settembre), a Arborea (3-6 ottobre), a Genzano (16-19 ottobre), parteciperanno a gruppi per  momenti di formazione che prevedono lezioni frontali e dinamiche informali. I Progetti prevedono infatti che nei primi 180 giorni dall’avvio del Progetto si partecipi a 42 ore di formazione con lo scopo, dichiara una nota dell’Ente organizzatore, “di avviare dialoghi formativi tra i volontari e le volontarie,  i formatori e gli OLP (operatori locali progetto), e così continuare al meglio nei mesi successi l’itinerario formativo” in vista dei progetti da attivare.

Le aree nelle quali è organizzato il momento formativo residenziale è diviso in tre parti: valori e identità del servizio civile nazionale, cittadinanza attiva, il giovane volontario nel sistema del servizio civile.

Patto formativo, difesa della Patria e difesa civile non armata e non violenta, forme di cittadinanza, protezione civile, identità dell’ Ente, disciplina e organizzazione del servizio: sono alcuni dei temi che verranno sviluppati e condivisi.

Le esperienza degli anni precedenti fanno prevedere una partecipazione impegnata e gioiosa da parte di questi giovani, che hanno deciso di impegnarsi in una modalità di servizio che si presenta anche come scuola per la vita.

Per la maggioranza si tratta anche di un avvio al lavoro, con il ritmo dell’orario e del rispetto dell’impegno assunto, senza dimenticare che anche con quel contributo mensile che essi ricevono, piccolo ma significativo, si riceve un riscontro positivo al servizio reso.

I giovani volontari del servizio civile, proprio perché supportati da una scelta volontaria, vanno spesso oltre il dovuto  quanto a orario e a dispendio di energie: ben presto sperimentano che nella donazione si riceve, e se si parte con il grande desiderio di offrire, ci si accorge che si cresce tanto in esperienza e soprattutto in maturità e gratitudine.

Nelle pagine della Federazione SCS/CNOS il racconto di alcune esperienze:

 http://www.salesianiperilsociale.it/servizio-civile/le-testimonianze-dei-ragazzi/


 
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