Genova. Un porto e una nuova storia che inizia

142 anni fa, la prima spedizione missionaria salesiana

   11 novembre 1875.

A Valdocco, nel pieno dell’autunno, i cuori gioiscono e fioriscono come se fosse primavera!

Don Bosco e i suoi figli coronano il suo sogno missionario: si parte per l’Argentina.

Il volume undicesimo delle Memorie Biografiche (capp XVI e XVII) racconta i dettagli di quei giorni, di quei mesi.

In marzo don Bosco, con apparente ingenuità, aveva “sondato il terreno” con don Giovanni Cagliero, uno dei suoi primi e più fidati confratelli: “Vorrei mandare qualcuno dei nostri preti più antichi ad accompagnare i Missionari in America”. Don Cagliero, forse intuendo le intenzioni di don Bosco, rispose senza esitare: “Se Don Bosco non trovasse alcuno al quale affidare quest'incarico, e se mi credesse adatto, io sono pronto”. Le settimane trascorsero e novembre, mese fissato per la partenza, si faceva prossimo. Le Memorie Biografiche proseguono: “Un giorno all'improvviso don Bosco disse a Don Cagliero:

- In quanto all'andare in America, sei sempre dello stesso pensiero? L'hai detto forse per scherzo che saresti andato?

 - Lei sa bene che con Don Bosco non scherzo mai! - rispose Don Cagliero.

 - Va bene. Preparati. È tempo.

Don Cagliero in quel medesimo istante corse a dare ordini per i preparativi, sicchè in pochi giorni, lavorando febbrilmente, li condusse a termine”.

A 37 anni, per don Cagliero inizia una nuova vita, dall’altra parte del mondo. E una nuova vita inizia anche per tutta la giovane Congregazione salesiana…

La commozione è forte, come descrivono le cronache, in quell’11 novembre, in cui i primi missionari salesiani pregano nella Basilica di Maria Ausiliatrice e si congedano dai volti amici, con cui hanno fino ad allora condiviso la vita. Altri cortili li attendono, altre imprese, alcune delle quali sono oggi patrimonio della nostra storia salesiana.

La giornata è lunga e i missionari, lasciata Torino, si spostano a Genova, dal cui porto partiranno. “Giunsero sulla mezzanotte a Sampierdarena, dove li aspettava Don Albera”, direttore della casa. Con loro, fino al 14 novembre, giorno della partenza, rimane don Bosco. Il momento è troppo importante per non essere presente e non far sentire tutto il suo incoraggiamento ai figli missionari. Le Memorie Biografiche descrivono anche il momento del saluto, del congedo tra don Bosco e i suoi salesiani in partenza: “Li radunò intorno a sè, diede loro gli ultimi avvisi paterni e li benedisse. Il coadiutore Enria, che si trovava già da qualche mese a Sampierdarena e fu presente al fatto ha descritto così la scena della separazione: ‘I missionari non potevano distaccarsi dal loro Don Bosco. Egli, benchè profondamente commosso, li incoraggiò. […] I Missionari, come anche i presenti nella sala, s'inginocchiarono. Don Bosco li benedisse con voce ferma e li abbracciò, incominciando da Don Cagliero. Dopo scese dal piroscafo. […] Gli occhi di Don Bosco e i nostri erano fissi sul bastimento per vedere ancora una volta i Missionari, che stavano sul ponte e ci davano l'ultimo addio. Don Bosco era tutto rosso per lo sforzo fatto a contenere la commozione ”.

Da quel porto parte la prima spedizione missionaria.

Da quel porto ne partiranno altre negli anni successivi.

Da quel porto inizia una pagina di storia che, ancora oggi, continua ad essere scritta da tanti salesiani in 134 paesi del mondo.

Da quel porto, l’invito di Gesù “Andate e predicate il Vangelo” (Mc 16, 15), si colora anche di salesianità.

E a quel porto vogliamo tornare, dopo 142 anni, per continuare a nutrire il sogno missionario di don Bosco e per allargare, ancora una volta, i nostri orizzonti, troppo spesso minacciati da un mondo che, contro ogni logica evangelica, sembra spingerci a dare valore solo a noi stessi, ai nostri confini ristretti e, a volte, troppo chiusi di fronte al nuovo.  

 
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