Dall’Egitto all’Italia

I volontari dell’esperienza estiva 2017 si sono ritrovati a Roma

   "Scelta", "intensità", "ritrovarsi", "viaggio", "positive vibes". Così e in molti altri modi noi, giovani dell'esperienza missionaria estiva 2017, abbiamo definito i due giorni intensi trascorsi insieme a Roma.

Abbiamo infatti condiviso due giorni, sabato 11 e domenica 12 novembre, tra i ricordi di ciò che ognuno di noi ha vissuto e non solo.

Guardando a quei caldi e ricchi giorni estivi come un punto di partenza e non come un approdo, ci siamo confrontati su come questi si stiano ripercuotendo sulla nostra vita; su come ognuno di noi riesca a rimanere fedele agli insegnamenti che la Terra d'Egitto ci ha donato; su come stia continuando il nostro essere missionari nella quotidianità: al lavoro, in famiglia, all'università, con gli amici.

Se in missione abbiamo vissuto in un contesto atipico, lontano dall'ordinarietà di ciascuno e siamo stati quindi accomunati da un continuo stupore, raccontarci nella nostra quotidianità ha permesso che il nostro rapporto si solidificasse e che ci conoscessimo sotto un punto di vista diverso.

Sabato 11, dopo esserci ritrovati, abbiamo condiviso il nostro presente e abbiamo verificato che tutti, tornati in Italia, siamo anche tornati ognuno alle proprie routines (a volte lontane e diverse). Allo stesso tempo ciascuno, vivendo la sua vita ordinaria ha continuato a vivere la missione, a vivere "l'Egitto" che quindi continua a unirci.

La scelta di questa esperienza è una scelta che continuiamo a rinnovare nelle nostre giornate e che abbiamo proposto e raccontato ad altri ragazzi sabato pomeriggio, in occasione del primo incontro della Scuola di Mondialità Lazio-Umbria.

Raccontando l'esperienza abbiamo rivissuto insieme tra sguardi e sorrisi complici molti momenti, cercando di trasmettere l'arricchimento, la profondità, la pienezza dell'esperienza e il legame che ha creato in noi.

Non è stata per nessuno la prima testimonianza fatta dopo essere tornati dall'Egitto, ma è stata da noi vissuta in un'altra maniera: per la prima volta raccontavamo insieme e non da soli nelle nostre case salesiane e, oltre che ascoltati, ci siamo sentiti compresi tramite una complicità che ha dato, anche a noi che testimoniavamo, una carica positiva.

Dato che la scelta di rivedersi in quel fine settimana non è stata casuale abbiamo poi dedicato un momento di preghiera ricordando l'11 Novembre di 142 anni prima e la prima spedizione missionaria salesiana.

Il confronto è continuato di sera e il giorno successivo. A guidare la nostra riflessione è stato un passo del Vangelo di Luca.

Dopo aver riflettuto singolarmente su quale sia oggi il proprio campo di missione, su cosa abbiamo dovuto abbandonare per vivere al meglio in Egitto e su cosa bisognerebbe abbandonare ora, per vivere al meglio a casa propria, ci siamo confrontati in gruppi.

Così facendo abbiamo toccato con mano il vissuto di molti nostri compagni e attraverso di loro abbiamo messo maggiormente in chiaro il nostro, come capitava anche durante la missione stessa. A qualche mese di distanza, però, abbiamo constatato tutti una maggiore consapevolezza riguardo a ciò che il Signore ci ha detto in Egitto e a ciò che ci continua a dire ora.

Tutto questo non sarebbe stato possibile se non avessimo vissuto questi due giorni come abbiamo vissuto in Egitto: in famiglia e a cuore aperto.

Laura Clementi

 
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