MADRID, PASTORALE GIOVANILE E FAMIGLIA

Congresso mondiale dei Salesiani. La Circoscrizione Salesiana Italia Centrale è presente anche con le sue buone pratiche.

Giornate intense e significative quelle che si stanno vivendo a Madrid per il Convegno internazionale con il tema Pastorale giovanile e famiglia.

Giornate intense per i validi contributi di riflessione che sono offerti lungo le giornate, e giornate significative per questa nuova riflessione che cerca di individuare il ruolo della famiglia nel servizio alle giovani generazioni.

Si tratta di riflessioni e condivisioni che intendono far fare un passo avanti alla pastorale giovanile salesiana nel momento in cui, con rinnovata attualità, cerca di far crescere le risorse che possono ritrovarsi unite nel servizio educativo per le giovani generazioni.

E in questa continua alleanza educativa, la famiglia non solo non può essere assente, ma deve continuamente ritrovare il suo potenziale educativo, anche nei momenti nei quali essa vive esperienze di limite, di fragilità, di insicurezza.

Il Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile, don Fabio Attard, ha presentato nella mattina del 28 novembre l’orizzonte per poter offrire la risposta carismatica di Don Bosco oggi. La giornata è stata completata dalla presentazione di alcune esperienze realizzate in diversi paesi, con la riflessione per regioni e il lavoro nei Minicorsi programmati.

L’intervento del Consigliere ha occupato la prima parte della mattinata. Il tempo di lavoro era stato preceduto da un momento di preghiera in cui si era riconosciuto come “solo Dio ci conosce pienamente”.

“La famiglia è il luogo della prima educazione” e, in questo senso, ha sottolineato don Attard che “il compito delle nostre comunità è cercare di mantenere con i genitori una collaborazione e una profonda comprensione della responsabilità e dell’azione comuni: l’educazione del giovani”. E ha poi aggiunto: “La Pastorale Giovanile senza famiglia non è un’autentica esperienza pastorale”.

Durante la sua presentazione e il suo lungo viaggio attraverso i documenti della Congregazione e le Lettere dei Rettori Maggiori (D. Egidio Viganó, D. Pascual Chávez e D. Ángel Fernández Artime), don Attard ha evidenziato tre concetti: partecipazione; direzione pastorale; formazione e accompagnamento – quest'ultimo definito chiaramente come accompagnamento vocazionale che deve “coinvolgere la famiglia, come primo luogo di crescita vocazionale (...) qualcosa che non sempre abbiamo saputo fare”.

In diversi momenti il Consigliere ha evidenziato come la formazione debba essere “maggiore e migliore”, sottolineando che, in un contesto religiosamente, socialmente e sessualmente pluralistico è necessario un accompagnamento più qualificato. Ha sottolineato che, in questo momento di crisi “orizzontale e verticale, che influenza il senso della presenza degli altri e di Dio”, è importante proporre lo spirito di famiglia come “categoria esistenziale”.

E, ha concluso, la Pastorale Giovanile “non è un’attività, ma piuttosto un processo” che deve essere integrato nel progetto ispettoriale.

Ha insistito, infine, sull’importanza della “politica dei piccoli passi”: fare poco per volta, ma non smettere di farlo.

Un momento importante del Congresso, già nella prima giornata,  è stata la presentazione di alcune buone pratiche. Esperienze come il lavoro dei Salesiani a Chennai (India), per l’integrazione dei giovani con l’HIV; o i centri di assistenza familiare a Bratislava, o l’alleanza educativa per accompagnare famiglie e giovani a Torino, diverse esperienze di formazione dei genitori a New Rochelle (USA), Dingli (Malta) o Macao (Cina), o il lavoro con gruppi di genitori a Madrid e il progetto spagnolo “Pastoral in Zapatillas”, composto da un itinerario e diverse schede per vivere la vita cristiana in famiglia, curato dell’editrice Edebé.

La Circoscrizione Salesiana Italia  Centrale è presente con due coppie composte da Lucia e Lorenzo di Scandicci, e Elisabetta e Riccardo di Alassio. Queste due coppie sono accompagnate da Don Daniele Merlini e Don Emanuele De Maria. Presentate anche alcune buone pratiche vissute nella Circoscrizione Italia centrale, come la presenza e la collaborazione nei processi formativi del Movimento Giovanile Salesiano, la condivisione nelle Comunità Educativo Pastorali, oltre il cammino di studio sulla tematica del Congresso nella Circoscrizione.

Un altro momento rilevante è stato quello nel quale ha preso la parola Monsignor Bruno Forte,

Arcivescovo di Chieti-Vasto e Segretario Speciale dei due Sinodi dei Vescovi dedicati al tema della famiglia. Ha celebrato anche la Eucarestia e nell’omelia ha fatto riferimento a Don Bosco come a “un sognatore che ha saputo sognare il sogno di Dio per i giovani”. Il prelato ha anche sottolineato che “ciò che conta non è ciò che ognuno di noi può dare, se non diamo tutto ciò che siamo; Dio non ci chiede nulla di nostro, ma ci chiede noi stessi”.


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