Dio non fa differenze

Alessandria d'Egitto - Oratorio Salesiano

   Partito dal Cairo, con il treno veloce, dopo solo due ore e mezza si arriva ad Alessandria d'Egitto. Città mediterranea del paese, città di mare con ben quasi 30 km di lungomare. Meno calda della capitale egiziana, ma più umida. Città che ha visto l'approdo di San Marco, l'evangelizzatore della terra egiziana. Qui il cristianesimo ha dato forma alla città sin dalla prima chiesa nascente. 

In questa città, la seconda più importante del paese, i salesiani ci sono dal lontano 1896. Fu lo stesso don Rua a venire in questa città ed inaugurare l'opera salesiana. Alessandria ha il primato salesiano di avere la prima chiesa al mondo dedicata a don Bosco appena proclamato santo, nel 1934. 
Nell'opera salesiana, oltre alla scuola egiziana elementare e media, c'è la scuola professionale italiana. Ma il settore sicuramente più movimentato è senza dubbio l'oratorio. Don Bashir, direttore della casa e dell'oratorio, è qui da tanti anni e insieme a don Bassem gestisce il cortile e tutte le attività connesse. Ci troviamo in un oratorio misto, ossia che vede la presenza di cristiani e musulmani insieme. 

Venendo dall'Italia e dal contesto occidentale, si rimane incuriositi nel vedere un oratorio così vissuto. Parlando con gli animatori, cristiani e musulmani, cogli veramente come don Bosco unisce, lega, fa comunità al di là delle differenze religiose. 
Don Bassem risponde alla domanda per noi difficile: come si fa oratorio salesiano in un contesto a prevalenza musulmana? Le parola di don Bassem rappresentano delle linee guida per comprendere, forse non capire in fondo, ed accettare la realtà in questa opera. Viviamo la fraternità. Questo è il primo elemento che don Bassem ci evidenzia. L'estate ragazzi quest'anno ha il tema dell'essere una sola famiglia di Dio. La missione qui è mettere il seme della fraternità, vivere l'unione con Dio. Se dovessimo parafrasare il motto di don Bosco, qui potremmo dire "buoni uomini di Dio e onesti cittadini". Per questo motivo all'oratorio di Alessandria non si entra quando si è grandi, già adulti. Si entra da piccoli, si cresce con i salesiani, vivendo e respirando il carisma salesiano. In questo modo l'appartenenza all'ambiente e a don Bosco entra nei loro cuori e non si toglie più. E questo si vede in modo evidente. Tutti in questa opera conoscono molto bene don Bosco. Ma i ragazzi conosco bene anche la vita dei salesiani stessi, forse un po strana per loro, ma la rispettano e aiutano i salesiani a viverla bene. Essere visibili, sempre, testimoni ogni giorno della consacrazione in mezzo ai ragazzi, qualunque sia la religione: questo dà forza al carisma di don Bosco anche tra i musulmani. 
La fede è una colonna dell'oratorio, non così scontato in altri contesti. Don Bosco viene presentato come prete, che ha aiutato i giovani poveri anche a fargli desiderare un futuro migliore. E qui mai missione è più azzeccata. I cristiani presenti partecipano anche alla formazione cristiana e alle celebrazioni. Ma durante le due feste più importanti, don Bosco e Maria Ausiliatrice, tutti danno una mano. Anche gli animatori e le famiglie musulmani si fanno i quattro per preparare le feste. Una piccola rappresentanza partecipa anche alle messe come segno di appartenenza e rispetto per i cristiani e per don Bosco. Se la messa capita durante l'ora della chiamata alla preghiera per l'Islam, le moschee vicine all'opera evitano la chiamata attraverso i megafoni, come segno di rispetto alle liturgie cristiane. 

L'amore non guarda le differenze religiose. Comprendo che questa frase detta altrove acquista un sapore, forse anche di distanza. Ma qui ne acquista un altro, un sapore di unità sotto lo stesso Dio. Don Bassem dice: hanno toccato la nostra bontà e noi la loro. Per questo il nostro legame è più forte di altrove, perché è fondato sulle radici del bene gratuito, senza chiedere nulla in cambio. 
I salesiani aiutano i ragazzi ad essere rispettosi della loro religione e fedeli alla fede. Questo rispetto lo si vede anche nei piccoli ma importanti dettagli. Le magliette dell'estate ragazzi sono pensate a maniche lunghe per le animatrici musulmane che portano il velo. E loro, con l'entusiasmo che solo don Bosco sa dare, si scatenano in bans, balli di gruppo e altre attività con tutti i ragazzi. 
Se si parte dal rispetto, non ci sarà mai rifiuto, ma ci sarà scambio di amore, ognuno nelle proprie identità. Gesù Cristo è presente qui come altrove. Lui opera nei cuori delle persone e dei ragazzi. Non viene rifiutato, perché viene visto nell'amore dei salesiani presenti qui. Questa è l'evangelizzazione che passa attraverso la sola testimonianza della vita. Questa è la missione educativa che passa attraverso l'autorevolezza che acquistare giorno dopo giorno. È più difficile, per questo verrebbe la voglia di prendere le distanze. Ma è quella porta frutti di condivisione e di integrazione in una città dove non sempre questo viene vissuto.

Oratorio di Alessandria d'Egitto, un esempio di integrazione e rispetto della vita nel nome di Dio e di don Bosco! 
don Luca Pellicciotta
 
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