Missioni estive in Medio Oriente: chi va dove?

L' Egitto è il luogo dove si fa esperienza di solidarietà e di educazione condivisa.

E' ormai definito il quadro estivo per le esperienze missionarie. Saranno in totale 29 i partenti per l’Egitto. Quindici gli insegnanti di italiano che resteranno da un minimo di due settimane a un massimo di un mese (tra il 4 luglio e il 5 agosto). Dieci di questi andranno a Cairo Rod-El Farg e cinque ad Alessandria.

Il gruppo dei missionari che resteranno un mese (dal 16 luglio al 16 agosto) è invece composto da 11 persone, che si distribuiranno tra gli oratori di Cairo Zeitun ed Alessandria.  Tutte le regioni dell’Ispettoria dell’Italia Centrale saranno rappresentate da questi giovani provenienti dalle case salesiane di Latina, Terni e Frascati, Genova e Varazze, Macerata e Civitanova, Sulmona e dalla scuola di Cagliari. Gli undici hanno ricevuto il mandato missionario da parte delle loro comunità educativo-pastorali.

Ad accompagnarli saranno il salesiano tirocinante Marco, l’animatore missionario Don Emanuele De Maria e Don Francesco Carta, che regalerà al gruppo le primizie del suo sacerdozio.


Andrà invece a Kafrun (Siria) la giovane Mariangela Branca, che nelle scorse due estati ha vissuto esperienze in Egitto. Resterà dal 16 luglio al primo settembre per vivere un’esperienza di "secondo livello" in linea con la scelta professionale portata avanti in Italia al fianco dei rifugiati politici. A Kafrun collaborerà nelle attività estive che raccolgono, tra gli altri, tanti ragazzi siriani sfollati interni.

Sarà in Siria per il periodo estivo anche Don Luca Pellicciotta, appena arrivato ad Aleppo, al quale abbiamo chiesto di raccontarci le sue prime impressioni:

“Dopo l'arrivo a Beirut e due giorni a Damasco, arrivo ad Aleppo martedì 26 giugno, dopo 5 ore di viaggio e ben 16 posti di blocco dell'esercito siriano. Arrivare in questa città, martire della guerra siriana, è un’emozione grandissima. Non solo per la risonanza internazionale che ha Aleppo, ma anche nel guardare ed osservare la reale situazione di questa città. Sono qui ad Aleppo per vivere il dono di un’esperienza missionaria in terra siriana, terra ancora di guerra, anche se molti riflettori si sono spenti. Dopo due estati in Egitto, in modo particolare nelle due opere salesiane del Cairo, trascorse conoscendo e approfondendo la cultura e la mentalità egiziana, eccomi in Siria per un’esperienza maggiormente immersa nella realtà e nella cultura araba. Qui l'italiano è per pochi, solo per i salesiani. Quindi da subito mi sono trovato a confrontarmi con questa lingua, grazie anche alla disponibilità e alla pazienza dei ragazzi aleppini. Cosa mi aspetto? Quello che il Signore vorrà mostrarmi attraverso queste mediazioni umane bellissime. Da due giorni sono a contatto con una città ferita, ma non morta. Una città che ha tanta voglia di futuro. In queste prime ore ho visto solo vita, grazie ai ragazzi di don Bosco di Aleppo.”


Non mancano i motivi per accompagnare tutti con il nostro sostegno e la nostra preghiera e augurare ad ognuno di vivere al meglio quest’arricchente esperienza di missione.


 
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