I Coadiutori nello spirito di don Bosco

Il racconto dell'incontro dei Salesiani laici

Sabato 11 e domenica 12 maggio si è svolto nella comunità di San Tarcisio in Roma, il primo incontro ispettoriale dei Salesiani Coadiutori. Sono stati giorni di grazia e di fraternità, vissuti da una trentina di Salesiani laici venuti da tutta la Circoscrizione Italia Centrale.

L’incontro è iniziato con la presentazione da parte del Sig. Gioacchino Passafari della comunità internazionale per coadiutori a Barcellona, dove i salesiani riceveranno una formazione teologica e pastorale specifica per la loro vita laicale. In un secondo momento il sig. Stefano Cartechini ha presentato la sua esperienza di Salesiano Coadiutore allenatore di calcio. Il messaggio certamente più significativo di quest’intervento è stato quello del mettere a frutto i propri doni e talenti. Una delle specificità del Salesiano Coadiutore, infatti,  è proprio quello di potersi immergere nella cultura attuale e far risuonare la sua Consacrazione con modi e linguaggi che sappiano parlare ad essa.

Nel pomeriggio dello stesso giorno è stata la volta dell’intervento di don Pascual Chavez, Rettor Maggiore emerito, che dopo aver presentato la situazione mondiale, ha messo in chiaro che ad essere in crisi non è tanto la figura del salesiano laico, bensì quella del Salesiano prete in quanto religioso, perché -ha detto- uno dei grandi rischi è quello di ridurre il proprio ministero sacerdotale alla sola messa quotidiana, perdendo la sua specificità e rischiando di confondersi con quella del Salesiano Coadiutore. A seguire i partecipanti hanno potuto ascoltare la testimonianza di quattro Salesiani Coadiutori con più di 60 anni di professione. Nei loro interventi l’attenzione maggiore che hanno condiviso è stata quella della professionalità. In tutte le quattro testimonianze è risuonato in continuazione la necessità di essere lavoratori nel mondo ed essere migliori, proprio come don Bosco.

Il giorno seguente quattro giovani Salesiani Coadiutori, hanno aiutato i confratelli a riflettere del perché oggi si può ancora scegliere questa strada, condividendo la propria vocazione, le proprie paure, le difficoltà e su quali siano i loro sogni per l’Ispettoria. Nonostante i quattro non si siano messi d’accordo,  forte è stato il richiamo alla vita comunitaria come centro della Consacrazione e come luogo privilegiato della testimonianza della vita Religiosa laicale. Altro punto centrale è stato il riferimento alla professionalità tenendo presente anche i tempi attuali e, quindi, i nuovi campi di azione in cui i Salesiani Coadiutori devono inserirsi per essere veri pastori. 

Come detto all’inizio, sono stati due giorni di grazia e fraternità, vissuti nello Spirito di don Bosco. I Salesiani Coadiutori tutti, per questo hanno ringraziato l’Ispettore don Stefano e il Vicario Ispettoriale don Francesco per aver avuto l’intuizione di organizzare questo incontro e per essere stati presenti non come maestri, ma come padri, in ascolto dei loro figli.


 
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