Varazze - Il Covid-19 non ferma il cuore accogliente dell'Oratorio

Ospitalità per i soccorritori della Croce Rossa

Come tutte le nostre occupazioni, anche la vita dell’Oratorio don Bosco di Varazze è stata travolta dall’emergenza sanitaria legata all’epidemia virale del COVID-19. Tutte le attività ordinarie sono state interrotte in esecuzione delle diverse ordinanze emanate dal Governo, lasciando i nostri ambienti vuoti, immersi in un inedito silenzio e i nostri sguardi spaesati, privati com’erano dei volti familiari dei nostri ragazzi.

Ma non è una porta chiusa che spegne il cuore accogliente di una Casa salesiana. E così mentre gli animatori ogni giorno re-inventano le proprie attività sulle piattaforme digitali, per non lasciare mai soli i nostri ragazzi, in particolare quelli più in difficoltà, l’Oratorio apriva silenziosamente la propria porta di servizio alla Croce Rossa di Varazze. Intorno alla metà di Marzo, infatti, il Presidente del Comitato locale della Croce Rossa di Varazze contattava il Consiglio di Gestione per una richiesta di ospitalità. 


Un gruppo di sei soccorritori in servizio a Varazze e zone limitrofe, aveva espresso la volontà di trovare, per le ore di riposo al termine di turni anche di 12 ore, una sistemazione alternativa al proprio domicilio, per evitare il rischio di contagio di familiari, in particolare di anziani e altre persone a rischio. L’Oratorio ha risposto immediatamente mettendo a disposizione una stanza ciascuno, attrezzata con bagno privato, nella zona dove risiedevano i salesiani consacrati prima della gestione laicale della Casa.


Ivano Perata, presidente della Fondazione Oratorio don Bosco Varazze commenta: "Sapere che l’Oratorio è utile alla nostra collettività ci consola dalla tristezza di non poter incontrare quotidianamente i nostri ragazzi, di poterli accompagnare nelle loro attività, nonostante abbiamo dato fondo alla nostra creatività per raggiungerli comunque attraverso i social media. Passo molto tempo ad immaginare quanto sarà bello, una volta usciti da questa situazione, poterli riabbracciare uno ad uno e raccontare loro di come l’Oratorio, svuotato da una emergenza inaspettata, ha continuato, nonostante tutto, ad essere Casa per chi ha servito cosi generosamente il nostro Paese".


Claudio Caiano

 
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