Oltre le frontiere e oltre il Covid-19

Gaia - Giovani e rifugiati: nessuno escluso

Sono Gaia Panniglia e sono volontaria del servizio civile per il progetto ''Giovani e rifugiati: nessuno escluso'', presso la Basilica del Sacro Cuore di Roma.

 

Prima dell'emergenza Covid-19, insieme ai miei colleghi, prestavo servizio ai ragazzi, richiedenti asilo o titolari di protezione internazionale, che si rivolgono alla struttura per avere assistenza nella stesura del curriculum, nella ricerca lavoro, per frequentare i corsi di italiano, o semplicemente per stare insieme ad altri ragazzi, socializzare, ascoltare musica, giocare ecc (ruba bandiera, palla avvelenata…).



Il 31 gennaio scorso, in onore a Don Bosco, abbiamo organizzato una festa e una gita alla Basilica di Don Bosco (zona Cinecittà). E’ stata un’occasione che ci ha permesso di conoscerci meglio. Questa piccola, ma grande esperienza di due mesi, precedente all’emergenza, mi ha fatto conoscere delle realtà che prima conoscevo superficialmente e mi ha permesso di aiutare persone che ne hanno davvero bisogno. Per esempio, una ricerca lavoro, a noi risulta una cosa semplice, quasi banale…ma per i rifugiati è un po’ più complicato, sia per la burocrazia che per la distanza linguistica e culturale. Eppure loro si affidano a noi, ripongono in noi la speranza e, quando la ricerca va a buon fine e tornano al Centro per dirci di aver trovato un lavoro, con gli occhi brillare, questo mi rende davvero felice!

 

La prima settimana di marzo abbiamo ricevuto la notizia che avremmo dovuto continuare il nostro progetto rispettando le misure di sicurezza e facendo entrare solo pochi dei tanti ragazzi che di solito animano il Centro giovanile: è stato un momento triste perché sapevo, in cuor mio, che la situazione piano piano sarebbe peggiorata.


Durante la settimana prima della chiusura, si respirava un'aria malinconica, ma noi civilisti ce l'abbiamo messa tutta per continuare ad offrire il nostro aiuto.

 

La sera del 9 Marzo ci è arrivata la comunicazione che il progetto sarebbe stato sospeso fino al 3 Aprile, e poi la data è slittata ulteriormente per via della nuova ordinanza.
Ci sono rimasta male ma continuavo a ripetermi che sarei tornata presto in sede pronta a dare il mio contributo.


Il 16 Aprile il progetto è ripartito con nuove modalità: insieme ad un'altra ragazza svolgo il lavoro da remoto a casa: mi occupo maggiormente delle pratiche che riguardano l'orientamento ai servizi: chiamo i ragazzi per sapere come stanno, se hanno bisogno di aiuto, li assisto nella stesura del curriculum via telefono, ma soprattutto mi interesso di sapere come si sentono e come stanno vivendo questo momento particolare.

 

Quella che sto vivendo è un'esperienza fantastica e auguro a tutti di avere la possibilità di viverla così come l’ho avuta io, perché merita davvero.

Noi civilisti siamo qui a supporto degli altri, questo sì, ma spesso sono i ragazzi ad insegnare a noi: la loro cultura, nuove modalità di rapportarsi con le persone, ma in particolar modo ci aiutano a dare un valore a tutto, un valore che non avevamo attribuito a determinate cose che invece lo hanno. Mi sento di ringraziare tutti coloro che mi accompagnano in questo cammino e che continuano a darmi la possibilità di entrare e di far parte di questo progetto. Un grazie di cuore ai ragazzi che animano la Sala Giovani perché senza di loro non avrei imparato ad apprezzare tutto questo.


 

 
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