Quando l’oratorio è straordinario

Antonio e Stefania - Giovani in Oratorio - Siena

Sono Antonio Corcione e insieme a Stefania Bonfiglio siamo volontari del servizio civile universale per il progetto “Giovani in Oratorio” di Salesiani per il sociale APS. Svolgiamo il nostro servizio di volontariato presso la sede dell’Oratorio salesiano della Magione, a Siena

Io ho 22 anni e vengo dal mondo del Movimento giovanile salesiano, amico di don Bosco fin da piccolo, e quindi familiare all’ambiente progettuale. Sono di Colle di Val d’Elsa e a Siena oltre a svolgere il mio servizio, studio Scienze Religiose.

Stefania ha 26 anni, si è formata nel Movimento apostolico della sua città natale, Erice, provincia di Trapani, e vive a Siena da molti anni per studio, ha conseguito laurea e master in mediazione linguistica e insegnamento dell’Italiano agli stranieri, conosce l’ambiente progettuale tramite amicizie nell’ambiente ecclesiale e soprattutto canoro, come membro di un coro.

La scelta di dedicare un intero anno della nostra vita al volontariato per la società civile, e in particolare in un percorso di vita associativa religiosa, nel carisma salesiano, ci ha fatti incontrare e diventare colleghi e amici. La missione salesiana, che sta alla base del nostro progetto, ovvero quella di dedicarsi “ai più piccoli, specialmente i più poveri”, assume un fascino tutto nuovo quando si esce dai confini e della vita consacrata e dell’animazione fatta da adolescenti con il proprio gruppo.

Abbiamo iniziato a Gennaio le nostre attività, dopo alcune azioni preliminari sul campo, per conoscere volti e luoghi importanti per il servizio. Fin da subito il progetto ci ha messo davanti i ragazzi che frequentano l’Oratorio, ragazzi diversi tra loro, per motivazione, bisogni, cultura. I principali ambiti prima dell’emergenza Covid19 sono stati: la prima accoglienza, dunque il relazionarsi e il conoscersi; il cortile, con lo sport e il gioco; la cucina, con le merende e le cene; il dopo scuola per i ragazzi che hanno bisogno di aiuto nello studio; e infine i gruppi giovanili, sia di interesse (musica e musical), sia apostolici. Insieme alla nostra OLP abbiamo dedicato non solo ore alla formazione prevista dal contratto servizio civile ma anche alla progettazione pastorale a breve e a lungo termine, essendo inseriti nello staff decisionale dell’Oratorio.

A seguito del permesso straordinario per emergenza da Covid19 abbiamo accettato di riconvertire temporaneamente il nostro progetto locale con modalità mista: lavoro in remoto e servizio di supporto alla Caritas diocesana.

Attualmente io e Stefania portiamo avanti gli incontri settimanali con i nostri ragazzi dei gruppi in via telematica, facciamo progettazione insieme agli altri giovani universitari dell’Oratorio e ai cooperatori salesiani, sempre in via telematica, e stiamo lavorando ad un giornalino oratoriano a distanza. Questo per quanto riguarda il lavoro da casa.

Mentre per quanto riguarda il sostegno alla Caritas ci siamo divisi, operiamo nello stesso progetto ma in due sedi. Infatti io sto svolgendo il mio servizio nella sezione di Colle di Val d’Elsa, vicino alla mia famiglia (con cui vivo la fase del distanziamento sociale), coordinando anche le attività di volontariato degli animatori dell’Oratorio salesiano presente a Colle. Stefania invece nella sede centrale di Siena, ma nello specifico presso la mensa. Gli incarichi sono di segreteria, di organizzazione delle risorse, ma anche di accoglienza delle donazioni alimentari, cucina, impacchettamento e prevalentemente consegna, o a domicilio o a ritiro su appuntamento.

Puntualmente io e Stefania, anche se distanti, ci confrontiamo e ci manca l’ordinarietà dei nostri incarichi, così come ci mancano i nostri giovani, ma in piena sintonia con lo spirito che anima la natura stessa del servizio civile, siamo felici e generosi nel nostro impiego extra-ordinario. I contatti con la gente sono a volte molto toccanti, e l’esperienza rende molto labili i confini tra servizio e formazione… stare alla Caritas è una scuola di vita grandissima per noi oltre che una grande mano per chi la gestisce in tempi difficili. Stiamo sperimentando in pieno ciò che il Rettor Maggiore dei salesiani ha lasciato come linea guida generale dell’anno a tutta l’opera salesiana mondiale: “Buoni cristiani e onesti cittadini”. Dopo averne assaporato a Gennaio la teoria, ora siamo alla pratica. Don Bosco, con i suoi giovani, aveva già vissuto situazioni simili, ad esempio con l’epidemia di Colera a Torino del 1854, e i suoi giovani, prudenti e attivi, hanno salvato se stessi e tante altre vite, apportando un aiuto indispensabile alla società civile con la forza della loro fede e delle loro opere. Nonostante l’umana paura e alcune ore di stanchezza, una volta arrivata la sera, i sorrisi e i “grazie” di tante anime danno una forza anomala e un grande conforto anche a noi, forse raddoppiato rispetto a quello che abbiamo potuto dare noi. Un grazie che accettiamo non per merito, ma per Grazia.

Vedere i tanti volti dei bambini che ricevono un semplice uovo di Pasqua al cioccolato ci fa sentire dove dovremo essere, questo è temporaneamente il nostro cortile, insieme a quello digitale, che con ingegno stiamo provando ad animare. I giovani sono la nostra costante preoccupazione. Anche se ancora lungo questo anno di servizio civile, e pieno di chissà quali altre incertezze, ci ha già cambiati, rapidamente e in profondità.    

Un saluto da me e Stefania!

 

 

 

 
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