GIOVANI E LAVORO, TRA OSTERIA DIDATTICA E SANITA'

Il Centro di Formazione Professionale del CNOS-FAP in Ogliastra.

Giovani ultimi perché la politica in molte circostanze li dimentica. Giovani ultimi perché a scuola fanno fatica e si sentono a disagio. Giovani adulti ultimi perché manca il lavoro. Giovani ultimi perché il clima culturale, nonostante affermazioni altisonanti, tende a usarli.

Affermazioni discutibili e non assolute.

C’è chi però continua a pensare ai giovani, ultimi perché in cerca di un lavoro, che ha tra le sue difficoltà quella di non avere un supporto professionale o una competenza specifica.

C’è chi ha fatto di questa preoccupazione un obiettivo continuo. Si tratta della Associazione CNOS-FAP, l’ associazione dei Salesiani che continua a operare in Sardegna anche se tra tante difficoltà.

Una sede territoriale è quella di Lanusei, che continua a operare nell’Istituto Salesiano.

Ne parliamo con l’ Architetto Andrea Gillone, che ne è il Direttore.

Cominciamo a dire qualcosa pensando ai giovani, che sono gli interlocutori privilegiati e i destinatari ai quali offrire una proposta formativa ed educativa. Quale è l’area di attenzione che privilegiate ?

C’è da dire che il Centro di formazione del CNOS-FAP in Ogliastra (sedi di Lanusei e Tortolì) opera prevalentemente nel settore della dispersione scolastica offrendo percorsi professionali a giovani tra i 14 e 18 anni. La tipologia dei corsi e dell’utenza di riferimento varia a seconda del bando promosso dalla Regione Sardegna.

E in questo contesto, certamente raccogliete qualche sfida prioritaria ?

La formazione professionale ha davanti a se una sfida importante.

Infatti nonostante una politica finalizzata al potenziamento della sola scuola tradizionale, sono numerosi i giovani e le famiglie che si rivolgono ai centri alla ricerca di una alternativa. Purtroppo negli ultimi anni è passato il messaggio che l’offerta formativa dei CFP sia rivolta soprattutto a quei ragazzi che, respinti dalla scuola, non trovino altro sbocco. Una qualifica in cambio di un diploma. Il risultato reale è un servizio che, nella visione delle istituzioni, abbia il compito di colmare un divario formativo (vedi la dispersione scolastica) le cui cause sono lungi dall’essere affrontate.

E comunque mantenete un rapporto privilegiato con le istituzioni pubbliche.

Le Istituzioni pubbliche rappresentano da sempre un interlocutore privilegiato del CNOS-FAP di Lanusei/Tortolì. Un rapporto di cortesia rafforzato dalla collaborazione ultraventennale nella gestione dei corsi di formazione professionale. Questi infatti vengono finanziati per la stragrande maggioranza dalla Regione Sardegna e, nell’ultimo quinquennio, con il decentramento amministrativo, dalla Provincia.

Un rapporto che si trascina tra alti e bassi, in taluni casi osteggiato dalla Giunta di turno, ma che, nonostante le difficoltà contingenti, continua.

Torniamo al Centro locale. In questo momento quali corsi sono attivati ?

Attualmente la sola sede di Lanusei è operativa. Vengono erogati tre corsi relativi alla dispersione scolastica (Progetto ARDISCO) che si qualificano come corso per Operatore della ristorazione sala e bar, e un altro per adulti come Operatore Socio Sanitario.

Il Corso per Operatore della ristorazione sala e bar è un corso biennale della durata complessiva di 2000 ore, 1000 per ogni annualità, frequentato attualmente da 10 allievi. A completamento di tale intervento la scuola in sinergia con l’Istituto Salesiano ha promosso lo scorso anno scolastico l’osteria didattica, ristorante aperto al pubblico, in cui i ragazzi esercitavano la pratica laboratoriale con veri clienti, il che ha permesso agli allievi di completare la loro preparazione e di averli presenti nelle nostre sedi oltre gli orari scolastici.

Il Corso di Operatore Socio Sanitario (OSS): 2 corsi della durata di 1000 ore ciascuno per un totale di n. 50 allievi coinvolti. Fine prevista del corso con esame finale di qualifica è il dicembre 2015.

È in fase di avvio con le procedura di iscrizione e selezione allievi un ulteriore corso per Operatore Socio Sanitario, finanziato dalla Provincia Ogliastra, per 25 allievi che terminerà presumibilmente ad ottobre 2016

Le due sedi di Lanusei e Tortolì sarebbero in grado di offrire anche altri corsi ?

Certamente e così è stato in altri momenti.

La sede di Lanusei è specializzata nella erogazione di servizi formativi relativi all’ambito turistico-alberghiero e socio sanitario, quella di Tortolì nell’ambito elettrico/elettronico, termoidraulico e meccanico.

La sede di Lanusei opera all’interno di una struttura Salesiana e con essa è sempre stata integrata, mentre la sede di Tortolì opera su una sede di proprietà Diocesana ed ha sempre operato in stretta sinergia con la Diocesi di Lanusei.

Ogni sede mantiene comunque un carattere multifunzionale potendo adattare laboratori e spazi al fine di erogare corsi relativi ad altre linee di intervento (es. carpenteria navale, corsi di informatica, sicurezza, primo soccorso ).

Guardando al futuro, con sano realismo, ma anche con un po’ di fantasia e di sogno, cosa puoi aggiungere come riflessione ?

Per un Centro di Formazione Professionale i i ragazzi rappresentano certamente una sfida sia dal punto di vista formativo, ma ancora di più dal punto di vista educativo. Diverso sarebbe se la formazione professionale fosse vista come una opportunità, una alternativa seria capace di offrire all’allievo conoscenze e competenze spendibili nel mercato del lavoro. Questo aspetto che riguarda da vicino l’azione politica è oggi trascurato determinando nelle famiglie situazioni di incertezza; nella tempistica dell’avvio e svolgimento dei corsi, o addirittura estromettendo dalla formazione tutti quei ragazzi che, nell’attesa, compiono i 18 anni.

Si capisce bene come ci sia l’esigenza di un percorso formativo strutturato, almeno triennale, che offra una valida alternativa e non, come oggi, una soluzione ponte per rimediare ad un danno, quello della dispersione, già determinato in altre sedi.

Anche i percorsi biennali, quelli legati ai progetti “garanzia giovani” mostrano le stesse anomalie. Essi rappresentano per il CFP una sfida educativa non indifferente. L’aspetto formativo in questi casi rappresenta solo uno degli aspetti cruciali nei rapporti con gli allievi. Il vero scoglio è agire sulle motivazioni, spesso assenti, sul piano del rispetto, per se stessi e verso gli altri, sull’ascolto. L’esperienza dei corsi triennali ha dimostrato che è più facile crescere con gli allievi che ancora non hanno subito il respingimento della scuola.


Tra le tante agende, da quella digitale a quella lavoro, da quella sanitaria a quella turistica: quando si vuole introdurre una priorità nelle attenzioni sociali si apre una “agenda”.

C’è chi da anni ha aperto e cerca di riempire la “agenda giovani” da coniugare con quella educativa e del lavoro.

 
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