Capitale adolescenti

La sfida del passaggio all'età adulta in una società complessa.

L’appuntamento è per martedì 13 ottobre alle ore 10.00 in Campidoglio, a Roma, Sala della Protomoteca.

Si parlerà di giovani, anzi i giovani saranno i protagonisti.

“Sono stati campionati circa 1000 giovani di età compresa tra i 14 e i 17 anni delle scuole e dei centri di formazione professionale di Roma, senza dimenticare un consistente campione di ragazzi provenienti direttamente dal mondo del disagio”: è quanto afferma Don Leonardo Mancini, Superiore dei Salesiani a Roma, annunciando la presentazione dei risultati di una ricerca sociologica.

L’ indagine, promossa dai Salesiani della Circoscrizione dell’ Italia Centrale che ha sede in Roma, è stata coordinata e diretta dall’Istituto Toniolo e anche con la collaborazione di alcuni docenti dell'Università Pontificia Salesiana.

L’idea dell’indagine è sorta in occasione della recente celebrazione del Bicentenario della nascita di Don Bosco. Si è trattato di una serie di celebrazioni che ora vogliono continuare a proiettarsi nella realtà quotidiana, “consci di come il mondo giovanile sia in continua trasformazione” .

Don Mancini prosegue: “I risultati di questa ricerca saranno di certo uno strumento a noi utile per leggere la situazione dei nostri ragazzi al di là dei luoghi comuni, per fare progetti a partire da dati aggiornati, ma anche uno strumento che mettiamo a disposizione della collettività per migliorare e integrare gli sforzi comuni a favore dei giovani.”

A presentare i risultati della ricerca che guarda specificatamente agli adolescenti nella “sfida del passaggio all’età adulta in una società complessa” saranno i seguenti relatori.

° Don Leonardo Mancini, superiore salesiano per l’Italia Centrale

° Dott.ssa Francesca Danese, assessore alle politiche sociali di Roma Capitale

° Dott. Marco Rossi Doria, assessore alle politiche educative, scolastiche e giovanili di Roma Capitale

° Dott. Emiliano Sironi, ricercatore in Demografia e Statistica sociale, presso la Facoltà di  Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

° Prof.ssa Elena Marta, docente ordinario di Psicologia sociale e di comunità presso la facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

° Prof. Giuliano Vettorato, sociologo, direttore dell’Istituto di Sociologia presso la Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università Pontificia Salesiana

° Prof. Giancarlo Cursi, sociologo, docente di Pedagogia Sociale presso la Facoltà di Scienze


Sulla ricerca  abbiamo posto alcune domande al salesiano Don Stefano Aspettati, Direttore a Roma dl Borgo Ragazzi Don Bosco sulla via Prenestina.

Don Stefano ha accompagnato tutto il cammino dell’indagine e nello stesso tempo è ogni giorno impegnato come educatore su diversi fronti. Centro di formazione professionale, casa famiglia, oratorio, centro diurno, centro accoglienza minori, movimento famiglie affidatarie e solidali, SOS ascolto giovani: sono i settori principali con i quali si esplicita ogni giorno l’attività educativa della Casa di cui Don Stefano è Direttore.

* Come è nata l’idea?

L’idea di questa ricerca è nata dal fatto che non potevamo solo festeggiare i 200 anni della nascita di don Bosco, ma dare un segno che don Bosco continua a “nascere”. Perciò era importante dare un segnale di vicinanza al mondo dei giovani (per noi in particolare quelli più poveri). Quando abbiamo scoperto che nel comune della capitale non c’erano dati aggiornati sugli adolescenti abbiamo pensato di “offrire” alla città una ricerca più recente; ovviamente noi auspichiamo che  sia il punto di partenza per una nuova progettazione di interventi e sinergie tra istituzioni civili, salesiani e altre realtà.

* Come potrà essere utilizzata questa ricerca ?

Sicuramente è un documento che come salesiani dovremo studiare attentamente, perché il campione di giovani analizzato riguarda i nostri CFP, le nostre scuole, oltre che quelle statali e inoltre c’è un consistente campione (10%) di ragazzi presi direttamente dal disagio. Dobbiamo capire con chi abbiamo a che fare. Lo strumento potrà essere utile in fase di progettazione, di partecipazione a bandi, ecc. perché fornirà dei dati aggiornati, sulla base dei quali pensare interventi. Infine è uno strumento che mettiamo a disposizione della collettività: anziché chiedere un regalo per il compleanno di don Bosco, don Bosco ha deciso di fare un regalo a Roma…

* C’è bisogno di una ricerca per essere educatore?

No, certamente, ma le ricerche aiutano. È vero che i ragazzi non possono essere imbrigliati nei risultati di una ricerca, sia per i limiti di ogni indagine sia ovviamente per l’insuperabilità di ogni rapporto educatore-educando, ma è pur vero che stare aggiornati è altrettanto importante. Qua e là si sentono ragionamenti sui giovani che sono frutto di nostre precomprensioni o di letture parziali o antiche. Leggere alcune cose che hanno scritto i ragazzi credo possa aprirci scenari forse impensati, sicuramente più realistici e programmare interventi a partire dai loro reali bisogni e non soltanto dai nostri.

 
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