I rifugiati sono di casa

I mille colori della casa salesiana di Roma Sacro Cuore

Da diversi anni la casa salesiana “Sacro Cuore” di Roma si è tinta di mille colori: è in corso infatti il “progetto missionario Sacro Cuore. Un’esperienza di Resurrezione per i giovani del mondo.” Si tratta di un complesso di attività dedicate ai giovani, italiani e immigrati, che frequentano la casa di Castro Pretorio. La posizione del Sacro Cuore è emblematica: la casa sorge di fianco la stazione Termini, vero crocevia di culture e criticità della Capitale.

Abbiamo intervistato don Emanuele De Maria, responsabile del progetto per i salesiani.

 

Da quando questo impegno del Sacro Cuore?

Nel 2009, insieme alle Missionarie di Cristo Risorto, noi Salesiani abbiamo cominciato a riflettere su come rilanciare a livello pastorale la Casa del Sacro Cuore e renderla un punto di riferimento per tanti giovani, anche quelli più poveri. Tra le varie povertà giovanili ci siamo accorti che tanti giovani rifugiati o richiedenti asilo si trovavano nei pressi della stazione Termini, smarriti e con bisogni impellenti. All’inizio furono somministrati questionari, insieme ad alcuni volontari italiani, per comprendere quali fossero i bisogni più frequenti.

Chi sono e da dove provengono questi rifugiati?

Frequentano il Sacro Cuore circa 170/180 giovani rifugiati, in maggioranza si tratta di uomini tra i venti e i trent’anni. Le provenienze variano col passare degli anni e con il cambio dei flussi migratori. Al momento i paesi più rappresentati sono il Gambia e il Mali e in misura leggermente inferiore il Senegal, l’Eritrea, la Somalia, l’Afghanistan e il Pakistan.

Perché “rifugiati”?

Sono “rifugiati” perché scappano dai loro paesi d’origine perché c’è un fondato pericolo, che viene riconosciuto dallo stato italiano attraverso l’esame di un’apposita commissione, di morte o di persecuzione per motivi religiosi, etnici, di ceto o politici. Sono presenti anche realtà di protezione sussidiaria (simile allo status di “rifugiato” ma con motivazioni diverse, come rischio di torture o condanna a morte) o umanitaria (per coloro che provengono da paesi in stato di guerra o attraversati da calamità naturali o pandemie).

Quali problemi sono da affrontare?

 In primis la socializzazione. Favoriamo la creazione di una rete sociale per questi ragazzi che sono a forte rischio ghettizzazione. Il nostro obiettivo è quello di creare una “casa che accoglie” dove possano sentirsi benvenuti indipendentemente dalla loro religione, etnia o provenienza e dove possano incontrare giovani italiani con cui entrare in relazione. Per questo fine realizziamo una serie di attività di aggregazione come ad esempio gite, feste, gruppi di confronto “interreligioso” tra giovani cristiani e musulmani, oltre alla frequentazione della nuova “Sala Giovani”

 Ci sono poi dei bisogni  la cui soddisfazione è utile all'inserimento dei ragazzi nella società italiana: ad esempio insegniamo loro a compilare un CV, a gestire un colloquio di lavoro e, ovviamente, a imparare l’italiano. I corsi di lingua italiana, in particolare, sono frequentati da oltre sessanta giovani. Ci sono poi corsi di alfabetizzazione informatica, di sostegno allo studio (per chi sta prendendo il diploma o la licenza media) e di scuola guida (organizzati e gestiti in collaborazione con l’associazione Prime)

Con quanti educatori si fa fronte a questi rifugiati?

Tutto il lavoro con i rifugiati viene sostenuto da circa quaranta giovani volontari che collaborano con i salesiani e le Missionarie di Cristo Risorto. A loro si affiancano costantemente i volontari di servizio civile del progetto “Rifugiati: una casa per ripartire”. La pubblicizzazione delle attività di servizio con i rifugiati del Sacro Cuore ha sensibilizzato nel corso degli anni diversi giovani, che si sono avvicinati mettendo a disposizione competenze, energie e tempo. Prima di iniziare il volontariato, i giovani partecipano a tre incontri di formazione in cui vengono presentate le attività e lo stile con cui cerchiamo di svolgerle. Lo stile è quello salesiano, improntato sul sistema educativo preventivo, che ancora una volta si mostra vincente, in questo caso grazie al clima di famiglia e di accoglienza che genera.

I volontari proseguono gli incontri durante l’anno. Ogni anno viene organizzato un workshop per tutti i volontari del Sacro Cuore, durante il quale si conoscono e approfondiscono tematiche relative al servizio.

 

Per informazioni:

sacrocuoregiovani@gmail.com

facebook.com/giovani-sacro-cuore

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