Lavoro: ottava opera di misericordia

Monsignor Marciante: il Borgo è officina di speranza

   Monsignor Marciante: «il Borgo è un’officina della speranza. Bisogna affrontare le nuove sfide che il mondo ci pone»

«C’è un’ottava opera di misericordia e riguarda il lavoro. Aiutare un altro a trovare un lavoro è un miracolo che oggi dobbiamo riuscire a fare. Specialmente tra i giovani, che Don Bosco tanto amava». È stato questo uno dei passaggi dell’omelia di Mons. Giuseppe Marciante, vescovo ausiliare di Roma, durante la celebrazione eucaristica al Borgo, in occasione della festa di San Giovanni Bosco.

 

Mons. Marciante ha iniziato ricordando le parole-chiave del Giubileo della Misericordia, consegnate da Papa Francesco alla sua Chiesa. La prima è “accoglienza”, parola che al Borgo è stile di vita e metodo di lavoro quotidiano e incarnata durante la celebrazione dalla famiglia siriana accolta proprio in questo periodo. La seconda è “non giudicate”, atteggiamento, questo, senza il quale nessuna accoglienza è possibile. La terza è “non condannate” perché, secondo Marciante,«la condanna chiude la speranza e quindi ogni possibilità di recupero».
La quarta è misericordia di Dio”, «che è la fonte della speranza: se Dio mi perdona, per me la speranza c’è». La quinta è “perdono”, nel senso di per-donare sette volte sette, come dice la Bibbia: «significa donare in modo moltiplicato, donare sempre di più. Amando anche chi non è amico o è nemico».L’ultima è l’espressione “date e vi sarà dato”, che significa vivere la misericordia in modo concreto. «Qui al Borgo di opere della misericordia se ne fanno tante», ha ricordato Marciante, «forse a volte anche in modo inconsapevole». Un importante segno di apprezzamento, a cui è seguita l’indicazione concreta, cui abbiamo accennato sopra.

 

Ma oggi bisogna affrontare una sfida particolarmente urgente: «dare ai giovani la speranza di poter realizzare la propria vita attraverso il lavoro». In Italia un quarto dei giovani tra i 15 e i 29 anni è Neet (cioé non studia e non lavora). È la stessa sfida che dovette affrontare D. Bosco: ragazzi senza studio e senza lavoro, quindi senza prospettive, emarginati e condannati a priori. «Dunque, come ha ricordato il Papa ai salesiani nel giugno scorso, bisogna formare ai mestieri d’urgenza, che costituiscono un bacino che può aprire qualche prospettiva a questi giovani», ha aggiunto Marciante. «La creatività salesiana deve prendere in mano le sfide dell’oggi».

                                                                                 

Il Borgo, ha concluso Marciante, «è un’officina della speranza. Vi auguro di riuscire a sognare un futuro per i vostri giovani e che questo sogno, attraverso il vostro lavoro, si possa realizzare». Anche grazie all’ottava opera di misericordia. 


Info e maggiori informazioni: www.borgodonbosco.it.

 
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