Esercizi Spirituali dei Salesiani Cooperatori, zona Toscana

Portami con te!

  Nei giorni 14 e 15 settembre il Monastero San Leonardodi Prato ha accolto circa 50 Salesiani Cooperatori provenienti dalle case diLivorno, Scandicci, Firenze, Prato e Siena che annualmente si ritrovano pervivere insieme gli Esercizi Spirituali.

Le tre meditazioni proposte dal relatore, donFrancesco Marcoccio, Vicario Ispettoriale e Delegato per la Famiglia Salesiana,hanno avuto come centro vitale l’Eucarestia; partendo dall’esegesi dei branibiblici dell’Ultima Cena e con la trasformazione avvenuta con l’istituzionedell’Eucarestia con cui è sancita la Nuova Alleanza, don Francesco ci hacondotto a meditare su quanto la partecipazione ad essa si essenziale per lanostra vita di cristiani.

Le riflessioni sono proseguite con approfondimentiriguardo alla teologia sacramentaria e al rapporto di Don Bosco conl’Eucarestia,  una delle due colonne cuiil nostro Santo, e la Chiesa tutta, si ancorano per salvarsi dalla tempesta edai nemici, come racconta Don Bosco nel “Sogno delle due colonne”. Nell’ultimameditazione ci è stata poi presentata la figura di Vera Grita, insegnante esalesiana cooperatrice, messaggera per l’Opera dei Tabernacoli Viventi, cheraccoglie anime piccole, semplici edisposte a mettere Gesù Eucarestia al centro della propria vita.

Ad ogni relazione ha fatto seguito un esercizio: unlungo tempo di silenzio per scendere in profondità sugli aspetti propostimettendosi di fronte al crocifisso e sotto gli occhi di Maria, in unatteggiamento filiale di preghiera e affidamento al Padre. Sono proprio imomenti di silenzio e di celebrazione della S. Messa quelli in cui sisperimenta che siamo innestati in Lui, che l’Eucarestia ci riguarda, siintreccia in tutta la nostra esistenza e la trasforma.

Come Salesiani Cooperatori è grande il bisogno diriscoprire e vivere in profondità questo sacramento, con l’immensa gratitudinedi figli che si sentono amati intensamente. Solo sperimentando la necessitàdella presenza costante dell’Eucarestia nella nostra vita e comprendendo labellezza di questo dono, potremo farlo conoscere, vivere e amare ai ragazzi cheentrano nelle nostre Case. Così anche a loro, come a noi, il Signore potrà dire in ogni situazione dellavita:”Portami con Te”.

 

GiuliaDe Santis, aspirante salesiano cooperatore


 

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