Servizio civile in emergenza Covid

Arianna - Giovani oltre le frontiere 2 - Ancona

 
La testimonianza di Arianna D’Acunzi, volontaria del servizio civile del progetto "Giovani oltre le frontiere 2" dell'oratorio di Ancona

 

Oggi vorrei raccontare un’esperienza che mai immaginavo di vivere.

Sembra ieri quando ho ricevuto quella telefonata, la bella notizia, l’unica posizione aperta per volontario del servizio civile, al Centro Diurno” IL FARO “era stata assegnata a me!

Il cuore mi scoppiava, non stavo più nella pelle, mi sentivo così fortunata e grata di poter conoscere i bambini, i ragazzi del Faro e l’équipe di professionisti che lo guida.

I primi due mesi sono stati intensi, ricchi, pieni di scoperte, affiancata dagli educatori del centro ho collaborato nelle attività ludiche ed educative rivolte ai minori. È stato emozionante giocare con loro, assistere ai laboratori, preparare la merenda insieme e devo dire che la torta preferita era quella allo yogurt!!

Il 2 Marzo è stato un giorno triste, l’ultimo giorno in cui ho visto i bambini del Faro. Il centro è stato chiuso a causa della grande emergenza che ha colpito tutto il Mondo, il Covid-19. Un virus terribile che non permette di vederci, di abbracciarci e di giocare insieme, distanziamento sociale è diventata la parola d’ordine.

Ma il Faro ha deciso di non abbandonare i suoi bambini e ragazzi, ha cercato di colmare quella distanza sociale con telefonate, video-chiamate, video-conferenze che portavano sempre lo stesso messaggio, chiaro e forte: “Pronto siamo qui, accanto a te!”.

In questo periodo ho affiancato la psicologa del centro, nello strutturare e organizzare le attività da remoto con i minori.

Abbiamo cercato di costellare le settimane dei bambini e ragazzi del centro di appuntamenti, individuali o di gruppo, ludici ed educativi. Nello specifico, con la guida costante e la supervisione, della psicologa del centro, mi sono occupata di preparare giochi da svolgere in modalità da remoto per i più piccini, materiale didattico per i ragazzi delle medie e di supportarli nello svolgimento dei compiti, sempre in videochiamata, quando possibile o con mezzi di fortuna. Non tutti i ragazzi hanno

una connessione o i mezzi adeguati, non è sempre facile spiegare al telefono, un esercizio di algebra o addirittura svolgere un disegno tecnico, senza vedere i passaggi, ma si fa anche questo perché le cose più complicate sono le più belle ed io sono testarda, la voglia di aiutarli è più forte della fatica, anche per un solo esercizio svolto bene provo una gioia immensa. La soddisfazione e la felicità crescono quando una ragazza ti dice che con te si trova davvero bene a studiare, perché con te si diverte anche mentre studia, oppure quando ricevi messaggi che ti ricordano che adesso tocca a loro, svolgere i compiti con te, perché magari hai dedicato un minuto in più al ragazzino precedente.

Che dire, anche se stiamo attraversando un periodo difficile, con l’esperienza del servizio civile ho potuto trasformare il disagio di questa pandemia in qualcosa di buono per gli altri e per me stessa, sento di continuare a crescere personalmente e non posso che essere felice!



 

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