Didattica a distanza per Rod El Farag

La scuola di italiano supera ogni confine

 

Ciao a tutti,


Siamo Elena e Leo, due insegnanti e compagni di vita che da due anni a questa parte hanno avuto la fortuna e l’opportunità di poter svolgere un progetto di volontariato per l’insegnamento di Italiano LS in collaborazione con la scuola Don Bosco del Cairo e con queste righe volevamo ringraziare la comunità salesiana che ci ha permesso di conoscere una realtà meravigliosa e di vivere esperienze uniche da un punto di vista personale e professionale. Quest’anno il covid purtroppo non ha permesso di organizzare il corso in presenza, ma è stata bella ed emozionante anche l’esperienza della didattica a distanza ed è stato bellissimo ritrovare amici e colleghi dello scorso anno e sentirsi parte di qualcosa, superando comunque barriere, distanze e confini.


E’ grazie a queste esperienze che l’Egitto ci è entrato nel cuore, in particolare il Cairo, città incredibile, e Rod El Farag il quartiere popolare nel quale è inserita la scuola; un angolo di mondo operoso e straordinario nel quale le culture e le religioni si confrontano quotidianamente, alla ricerca di una convivenza che sappia guardare oltre le differenze. Essendo insegnanti, poi, per noi l’esperienza ha acquisito un valore aggiunto, perché ci ha messo in contatto con un sistema scolastico ed educativo completamente diverso dal nostro e questo ci ha fatto interrogare ed è stato un motore di profonde riflessioni. Spesso siamo a discutere del ruolo della scuola nella società di oggi e la discussione diventa terreno di lotta e di scontri, difficilmente di conciliazioni e di posizioni condivise. Noi insegnanti ci sentiamo frustrati, rincorriamo un riconoscimento sociale che ci sembra ci venga costantemente negato e guardiamo sempre indietro a quando la scuola era un’altra cosa e il rispetto per la nostra professione era molto più incondizionato. Con le famiglie a volte non riusciamo a sentirci parte di un sistema armonico e restiamo ancorati a posizioni di scontro e di ruolo, forse anche a causa dei condizionamenti sociali che ci vengono imposti e di una crisi culturale che ha fatto della scuola un argomento da bar: tutti ne parlano ma nessuno si ascolta veramente. In tutto questo i ragazzi ne fanno le spese, studiare non è più un’ambizione, è difficile trovare una motivazione intrinseca che sproni a fare di più e a costruirsi un solido bagaglio di conoscenze e competenze.


Poi ti capita, come a noi, di andare in Egitto e di scoprire una scuola diversa. Una scuola conosciuta ovunque, amata dagli studenti, una scuola verso la quale si resta riconoscenti perché si è consapevoli delle opportunità che ha dato e che continua a dare. Una scuola nella quale ragazzini di 14 anni, in piena estate, si mettano alla prova e danno il meglio di se stessi per essere ammessi e continuare lì gli studi superiori. Una scuola nella quale tutti i giorni si promuove un’integrazione attiva e le differenze di cultura e religione non costituiscono più una barriera; una scuola rigida e rigorosa senza dubbio, ma che alla fine licenzia ragazzi preparati, competitivi, educati, con una conoscenza della lingua italiana che ha poco o niente da invidiare a quella di un madrelingua; al punto che a volte, nelle interazioni quotidiane, quasi ti dimentichi che stai parlando con ragazzi egiziani e ti torna indietro un contesto di italianità che accentua il sentimento di sentirsi a casa.


Tutto questo non è poco e non è stato poco per noi e spiega il legame che si è creato, che sentiamo e ci porta a voler tornare in Egitto per approfondire la conoscenza di un paese e di una cultura straordinari e a continuare a intessere le relazioni di amicizia con la comunità salesiana del Cairo e con i colleghi della scuola Don Bosco, con la speranza di poter tornare, anche l’anno prossimo, a Rod El Farag pronti a dare il nostro piccolo contributo e a ricevere un’ospitalità senza pari.


A quasi un mese dalla fine del corso in modalità didattica a distanza e a un anno dal nostro ritorno dal Cairo, ci sentiamo di ringraziare di cuore la comunità salesiana, in Egitto e in Italia, per l’opportunità insostituibile che ci ha dato e la Direzione didattica della scuola che ci hanno permesso di crescere come persone e come insegnanti.


Grazie di cuore

Elena e Leo


Fonte: www.spaziomgs.com



 

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