Nuova sede per la Casa Famiglia

Livorno - Ce.I.S.: Tre Ponti, la storia continua

   
  Come tutte lestorie belle, cominciamo dalla fine. Domenica 22 novembre è stata ufficialmenteinaugurata la Casa famiglia Ce.I.S. dei Tre Ponti. Il nome potrebbe trarre ininganno. La struttura, che per diversi anni ha operato in via Civinini inBanditella, ha conservato il riferimento dei Tre Ponti ma ora si è trasferitain via Provinciale Pisana 418, nel quartiere Corea. Un bell’edificiocompletamente ristrutturato dalla diocesi, con due appartamenti, adiacente allacappella di Santo Stefano, una delle più antiche della città. Sarà qui che orai volontari del Ce.I.S. insieme a donGigi Zoppi svolgeranno il loro servizio in favore delle persone in gravidifficoltà di ordine sociale e di salute, soprattutto immigrati e profughi,singoli e famiglie, con figli di tutte le età.

Alla santa messa,che ha aperto una grande giornata di festa con tantissima gente, oltre a donGigi erano presenti don Armando Zappolini, presidente del CNCA (CoordinamentoNazionale delle Comunità di Accoglienza, una federazione che consocia oltremille realtà presenti sul territorio nazionale), don Giorgio Eschini, parrocodi Nostra Signora di Fatima di Corea, don Gino Franchi, parroco della Seton edil diacono Fulvio Falleni. Monsignor Simone Giusti ha portato il suo saluto anome di tutta la diocesi ricordando come la nuova struttura sarà un punto diriferimento importante per il prezioso e delicato servizio che andrà asvolgere.

Ma per chi non lo sapesse ancora, cos’è il Ce.I.S. e cosaha fatto e sta facendo? A questa domanda ha risposto, inmaniera semplice, don Gigi durante l’omeliadella festa di Cristo Re, partendo dall’insegnamento evangelico che il potere èservizio. E di servizio per gli altri, in particolare gli ultimi e i piùbisognosi, ne ha fatto parecchio il Ce.I.S. (Centro Italiano di solidarietà)dal 1977, anno di fondazione, ad oggi. Zero soldi, tanto coraggio e un gruppodi amici pronto a calarsi in un’avventura faticosa, all'apparenza impossibile,ma che sarebbe diventata fantastica. Le prime esperienze, le prime radici,furono con i ragazzi legati alla tossicodipendenza e al disagio. Il luogo,Salviano, il sostegno del vescovo di allora monsignor Alberto Ablondi ed ilsensibile aiuto del parroco don Emilio Trotta, in stretta collaborazione congli operatori dei servizi pubblici e delle circoscrizioni, che sorgevanoproprio in quel tempo. Nel 1990 nasce la realtà dei Tre Ponti, per accogliere eprendersi cura dei malati di Aids in stato terminale, privi di assistenzafamiliare. Insieme a loro sono stati accolti anche i giovani in reinserimentosociale dopo la comunità terapeutica per tossicodipendenze. La forma è quelladella casa famiglia, per un numero limitato di persone. I ragazzi vengonoaccolti, aiutati e quando poi “mettono le ali” devono spiccare il volo, andarevia, inserirsi nella vita e nella società.

Le altre comunitàdel Ce.I.S. sono a Valle Benedetta, a Parrana San Martino, a Calambrone, aStagno, in via del Seminario, in via Pellegrini. A Salviano nasce “Todo Modo”,un centro di aggregazione giovanile. Sono migliaia i giovani accolti in questecomunità in quasi 40 anni di lavoro, ed in prevalenza toscani. Tanti sonoriusciti a farcela. La maggior parte rimette le ali e riprende il volo. Altripurtroppo no.

Dal 2000 il Ce.I.S.Tre Ponti cambia finalità perché cambiano le richieste.  Le accoglienze si rivolgono agli immigrati,ai giovani in grave disagio sociale e che non possono essere assistitidall’ente pubblico, come singoli o come nuclei familiari. Lo spirito, però, noncambia, resta quello della famiglia e della piena e totale gratuità. Le risorseeconomiche sono a carico dei soci volontari, dei sostenitori e dellaprovvidenza. Già, la provvidenza. DonGigi, da buon salesiano, fa spesso riferimento a questa parola, secondol’insegnamento di don Bosco.

La provvidenza simanifesta attraverso le donazioni, il 5x1000 delle denunce dei redditi, lepiccole, piccolissime generosità che messe insieme aiutano ad andare avanti. Eriscaldano il cuore così come le testimonianze di chi è passato attraversol’esperienza del Ce.I.S. e ce l’ha fatta. Ha rimesso le ali, è tornato avolare. Qualche lacrima scende giù, l’emozione è forte ma è bello rendersiconto e capire che la bella storia continua.

(a cura di Aldo Della Nina) 

  



 

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