
Pubblichiamo integralmente la buonanotte che il nostro Superiore, don Roberto Colameo, ha lasciato oggi, 17 marzo 2025, ai confratelli capitolari, nel contesto del GG29.
Carissimi confratelli, don Juan Carlos mi ha chiesto di presentarvi l’esperienza della CEP di Macerata.
Avete avuto la possibilità diversi di voi di conoscere altre due presenze della ICC (Circoscrizione dell’Italia Centrale): Alassio e Genova Sampierdarena. Mi dispiace non aver potuto partecipare a causa la prima volta per la visita ad un confratello che ha subito un delicato intervento chirurgico e ieri per i diversi Curatoria delle Case di Formazione. Molti di voi nella “discesa” a Roma potranno conoscere altre Opere della ICC come la Casa di Roma Don Bosco; Roma Pio XI; Roma Gerini; Roma San Tarcisio.
Per delineare al meglio la Casa di Macerata – oggetto della buonanotte – è bello lasciar risuonare una breve ma densa descrizione offerta dal Beato Michele Rua che della Casa, aperta nel 1890 e da lui visitata poco dopo, dice: “era già piena e straripante. Si sarebbe creduta l’arca di Noè: c’erano studenti, artigiani, giovani dell’Oratorio. Solo l’amore vi manteneva l’ordine” (F. DESRAMAUT, Vita di don Michele Rua. Primo successore di don Bosco, LAS, Roma 2009, 185).
Ancora oggi Macerata, allo sguardo di chi la visita, si presenta così: una Casa animata da un movimento costante di ragazzi, giovani e adulti che ha attraversato, a partire dal 2014, un lungo e complesso processo di ridisegno, innescato dalla chiusura della scuola, per continuare a custodire il carisma salesiano in una città dove era stato desiderato e accolto dalla comunità civile ed ecclesiale, nella convinzione che non ci fosse scelta migliore che affidare al Sistema Preventivo le giovani generazioni.
In questi ultimi dieci anni, forti della tradizione lunga e ricca del Collegio salesiano, ma anche interpellati da una realtà in rapido cambiamento, si è tentato di tornare a Valdocco e a Mornese, ripensando l’Opera come un laboratorio di discernimento sulla possibilità di sperimentare la pienezza della presenza della Famiglia Salesiana come luogo generativo di Vita Vera e di Speranza.
Tale pienezza è resa visibile (o almeno questo è il tentativo) da una CEP che si raduna intorno alla Mensa del Pane e della Parola, animata da una Comunità Salesiana a cui si è unita nel 2022 una Comunità di Figlie di Maria Ausiliatrice, dopo un lungo discernimento condiviso dalla Circoscrizione dell’Italia Centrale e dall’Ispettoria Romana San Giovanni Bosco: Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice abitano (nel rispetto dell’autonomia delle due Comunità) all’interno della stessa Casa e portano avanti un unico progetto educativo, insieme a laici corresponsabili, tra i quali, in particolare, i Salesiani Cooperatori e gli adulti che hanno dato forma al proprio impegno apostolico attraverso una rinnovata esperienza dell’ADMA.
La cifra del desiderio della CEP di crescere in un cammino di fede adulta e testimoniante è la sua disponibilità ad aprire le porte a tanti bambini, ragazzi e giovani a cui è offerta la possibilità di una Casa che accoglie, che educa, che evangelizza.
Molti frequentano il cortile quotidiano e i gruppi di interesse, con un ampio spazio allo sport (attraverso la storica società calcistica ROBUR, a cui si affiancano altre società accolte negli ambienti del Centro Sportivo), alle attività del Centro Culturale promosse dal CGS [Cinecircoli Giovanili Socioculturali] e a quelle ricreative e aggregative del TGS [Turismo Giovanile Sociale]. Non mancano attività specifiche (da un progetto mensa in collaborazione con la Caritas diocesana al doposcuola) dedicate ai minori in situazioni di emarginazione. Per quanti desiderano intraprendere un itinerario di educazione alla fede, ci sono le proposte dei gruppi apostolici, con una presenza molto radicata dei gruppi Scout e con i gruppi d’impegno della Compagnia del Savio.
Dilata il cuore toccare con mano che sempre di più i giovani e le famiglie imparano a sentire l’Oratorio Centro Giovanile come Casa, anche attraverso brevi esperienze residenziali e settimane comunitarie (come quelle pensate per le Scuole del territorio, ovvero le Kondivivenze e quelle dedicate agli adolescenti dei gruppi). Per alcuni la frequentazione assidua e prolungata porta a scegliere effettivamente l’Oratorio come Casa, con la richiesta di prendere parte al progetto di vita comune di Casa Pinardi, che offre la possibilità di un anno di vita condivisa con altri giovani, immersi nella missione giovanile e accompagnati dai consacrati e dai membri della Famiglia Salesiana, per maturare scelte di vita adulta orientate dal Vangelo. Proprio queste ultime possono a loro volta concretizzarsi per alcune famiglie nella possibilità di condividere per un tempo della loro storia familiare, la realizzazione del Progetto Educativo Pastorale dal di dentro vivendo residenzialmente in casa per un tempo della loro vita. È in corso un interessante dialogo con l’università di Macerata, con possibilità di realizzazione di tirocini formativi per gli studenti. Tuttavia occorre ancora lavorare per rendere sempre più accessibile questa casa ai giovani universitari, che in questa città rappresentano un quarto della popolazione
Casa è la parola che più di ogni altra ha restituito Vita e Speranza ad un’opera con forti rischi di chiusura in un tempo in cui la Pastorale giovanile si misura col difficile compito di annunciare il Vangelo ai giovani; Casa è l’esperienza che parla a tanti giovani segnati da gravi povertà materiali e relazionali; Casa è il luogo dove giovani e adulti possono vivere insieme per comprendere il senso della vita e della storia.
Certamente, come in ogni casa salesiana, non mancano le specifiche difficoltà e margini di crescita per una maggiore fedeltà al carisma del Fondatore. La ricchezza pastorale di proposte tanto specifiche e di frontiera, come quelle nell’ambito del lavoro giovanile, delle convivenze per i giovani del territorio o dello sport pongono sempre in atto il rischio di una fisionomia pastorale “frastagliata”. Tra i molti servizi ed opportunità in atto è richiesta costante sapienza perché i giovani ricevano una formazione armonica, integrata ed i membri della comunità educativa non si disperdano nelle specifiche responsabilità, perdendo la visione di ambiente e la rete progettuale. In questo senso, gli organismi di animazione ed il nucleo animatore possono continuare a crescere e migliorare.
Un’altra criticità di un progetto simile è la dimensione della sostenibilità. “Casa Futuro” vive di Provvidenza, bandi socio-educativi da vincere, e co-progettazioni con il territorio sociale ed ecclesiale. La struttura, ancora in fase di restauro dopo il terremoto, richiede molte risorse e lavoro da parte della commissione economica della CEP e del Direttore.
Da diversi anni poi, la Casa di Macerata è coinvolta in un cammino di comunione e “rete” con le altre presenze salesiane nella regione Marche. La sinergia che ha portato i confratelli e le CEP a vivere momenti di spiritualità e formazione condivisa ha dato luce, dal prossimo anno pastorale, alla scelta di realizzare un’unica comunità religiosa tra le attuali comunità di Civitanova Marche e Macerata. Questo processo, non privo di sfide e criticità, segna la possibilità di una maggiore comunione e condivisione dei beni nelle due realtà, che saranno animate da un’unica comunità religiosa, più missionaria e dinamica nel territorio.
Mentre vi ringrazio dell’ascolto uscendo potete trovare un piccolo dono che ci ricorda l’amore alla Santa Casa di Gesù, Giuseppe e Maria il luogo dell’Incarnazione del Figlio di Dio che richiama ciascuno di noi ad “incarnarci” nel cuore e nelle passioni dei giovani.
Grazie cari confratelli e “buonanotte”!
don Roberto Colameo, sdb