
L’attività pastorale di un CFP non rientra facilmente nei nostri consueti schemi di percorsi formativi o di animazione. La domanda, quindi, diventa scomoda e sfidante (se fatta in sincerità): è la popolazione dell’Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) a non essere adatta alle nostre proposte, oppure sono queste ultime a non rispondere ai principi di personalizzazione della proposta educativa e pastorale?
Questa, come altre domande, continua a stimolare le nostre riflessioni e ci spinge a cercare, con passione e perseveranza, modalità, spazi e tempi efficaci per invitare e coinvolgere ragazze e ragazzi autentici, generosi e assetati (più o meno consapevolmente) di riscatto.
L’occasione si è concretizzata nel partenariato stabile siglato tra il CNOS-FAP Regione Lazio e la Cooperativa Caritas di Roma, fondato sulla reciproca ricerca di unire formazione, azione sociale e missione ecclesiale nello stesso territorio romano. La conoscenza delle preziose tradizioni della storica cooperativa romana ci ha portati a scoprire “Caro Tata… ti scrivo”, un periodico nato nel Centro di pronta accoglienza per minori “Tata Giovanni”, in cui operatori e ragazzi della struttura raccontavano in forma giornalistica storie, aneddoti e curiosità degli ospiti, senza perdere il contatto con la preziosa quotidianità del centro.
La richiesta di Caritas di un supporto per la veste grafica del prodotto è stata la scintilla di questo splendido percorso. “Un giornalino? Tutto qui?”, potrebbe pensare un lettore distratto, ma la sfida si è rivelata ben più profonda.
Dopo un primo incontro tra operatori della Caritas e membri del Consiglio della CEP del CFP Pio XI, volto a coordinare azioni e tempistiche per un’uscita trimestrale, è iniziata la parte davvero pastorale: l’incontro tra vite, tra ragazzi e mondi che spesso si conoscono solo attraverso media digitali, parziali e ideologici. Così i ragazzi del CFP hanno incontrato gli ospiti del Tata, confrontandosi su idee, temi di tendenza, colori e immagini, un modo di dialogare senza rituali complessi, conoscendosi attraverso ciò che li accomuna. Mettersi al servizio con ciò che si ha è stato lo spirito che ha animato questa iniziativa, che ha portato alla realizzazione del primo numero, curato nella grafica dal nostro CFP e stampato dalla nostra Tipografia.
Vedendo il risultato «non solo siamo contenti e orgogliosi, ma siamo anche spronati a fare sempre meglio», afferma il direttore della casa, don Michelangelo Dessì, soddisfatto delle «belle opportunità che la creatività pastorale dei formatori riesce ad esprimere con esperienze alternative e significative». Come ha sapientemente sottolineato il Direttore Generale di Caritas, Giustino Trincia (il cui pensiero troverete nel periodico), possiamo trarre ispirazione dagli apostoli che, davanti al bambino con i pani e i pesci nel Vangelo di Giovanni, non lo hanno deriso o mortificato, ma con tanti dubbi e tanta fede hanno offerto quel poco che aveva all’azione di Gesù… Forse, dei nostri ragazzi, c’è più della sola “intelligenza nelle mani” da mettere a frutto!
Alessio Moro