Published On: 16 Marzo 2025

A due settimane dall’esperienza della seconda Consulta di Pastorale Giovanile, raggiungiamo don Andrea Lupi, delegato di Pastorale Giovanile per i Salesiani dell’Italia Centrale, per tracciare con lui un bilancio di questo evento.

 

1.⁠ ⁠Innanzitutto, cos’è una Consulta di PG e perché è così importante?

La Consulta è l’incontro annuale rivolto a tutti i direttori, i coordinatori e corresponsabili pastorali delle nostre comunità. È il momento più significativo di formazione, incontro, confronto e riflessione sulla Pastorale Giovanile in Ispettoria e nelle nostre Comunità Educativo Pastorali dell’Italia Centrale.

 

2.⁠ ⁠Il titolo di questo secondo appuntamento era “Il Primo Annuncio“. Ce lo puoi spiegare in poche parole?

Il Primo Annuncio, oltre ad essere uno degli obiettivi del nostro PEPSI, è anzitutto un’urgenza ecclesiale. Il Papa, dall’Evangelii Gaudium fino ad arrivare alla Christus Vivit, ci sta sollecitando continuamente a riscoprire questo momento della missione evangelizzatrice della Chiesa.

Primo annuncio è la notizia che l’amore di Dio in Cristo Gesù mi e ti riguarda, la sua morte e resurrezione cambiano la vita. È primo cronologicamente: nell’istante in cui tocca un’esistenza per la prima volta, come le quattro del pomeriggio per i primi discepoli, e primo per la sua preminenza su tutti i contenuti della nostra fede. Educare le comunità che vivono di progetti pastorali e prassi molto strutturate negli anni a riscoprire la freschezza dell’annuncio è proprio quello che lo Spirito ci chiede in questo tempo complesso ma pieno di opportunità.

 

3.⁠ ⁠Dio è morto, diceva qualcuno… viviamo in una cultura post-cristiana, non è un annuncio di cui non abbiamo più bisogno, specie i più giovani?

Mi verrebbe da dire che proprio il fatto che Dio per tanti sia “morto” a rendere così urgente e necessario l’annuncio che Lui vive e ci dona vita in pienezza. Viviamo e camminiamo in mezzo a tanti giovani, facciamo esperienza sulla loro e sulla nostra pelle di quanto questo tempo che ci ha riempito e narcotizzato di servizi, di promesse non mantenute e realtà alternative non abbia saputo rispondere a quella sete antica e profonda di senso che portiamo dentro.

Intercettare quella sete, suscitare la domande di acqua viva ed offrirla in Gesù è la nostra missione.. quanta sete si vede in giro!

 

4.⁠ ⁠Tante attività popolano le case salesiane: si riesce ancora ad educare evangelizzando e evangelizzare educando?

Le nostre realtà sono belle perché abitate da tanti giovani e le attività sono un mezzo necessario alla nostra prassi pastorale che si articola in cammini e progetti.

Però occorre ricordarci che non tutte le attività fatte nel nome dell’educativo sono necessariamente evangelizzazione. Perchè ci sia evangelizzazione nell’educazione e viceversa, nel fondo del nostro cuore deve essere desta l’intenzione di “dire Cristo” sempre, comunque, in tutti i modi possibili, “spezzando” la sua Bella Notizia perché sia fruibile a chi la riceve.

Una scuola o un CFP che non orientano i profili di uscita ad una visione d’uomo illuminata dal Figlio di Dio non fanno evangelizzazione, tantomeno una parrocchia che prova ad evangelizzare con nozioni senza incrociare l’esistenza dei giovani e strutturare percorsi educativi coerenti. Questo binomio, così essenziale ed inscindibile per noi, tiene in piedi e dà senso a tutta la nostra pastorale; dobbiamo vigilare sempre perché non resti scisso.

 

5.⁠ ⁠am, av, edg, cs… sigle strane che sono risuonate in questi giorni a Ciampino. Ce le puoi spiegare e soprattutto: qual è il loro ruolo nel lavoro ordinario dei Salesiani?

Le finalità della nostra PG! Si sa che ai salesiani piacciono le sigle… ma queste dopo la Consulta possiamo dire sinceramente che ci sono diventate familiari!

Animazione Vocazionale, Animazione Missionaria, Comunicazione Sociale sono da sempre le scelte trasversali che dovrebbero attraversare ogni nostra iniziativa e riflessione pastorale. Emarginazione e Disagio nel Quadro di Riferimento della PG non trova posto accanto a queste, ma solo perché l’attenzione ai giovani poveri è l’origine della missione salesiana stessa. Nel Quadro infatti è posta come LA finalità, che connota la nostra identità ed suscita Sistema Preventivo.

Noi le consideriamo tutte e quattro, intersecate e congruenti, come punti cardinali che devono orientano e la connotare carismaticamente il nostro agire. Il desiderio che ci ha mosso nell’approfondirle o rinfrescarle era proprio quello di dare nuova vitalità alla loro presenza nella pastorale delle CEP.

 

6.⁠ ⁠Una frase, un incontro e un impegno che ti porti via da queste giornate…

Siamo chiamati ad essere una minoranza creativa, consapevoli che davanti a noi non c’è una maggioranza, ma la frammentazione dei molti.” L’incontro con le nostre CEP, l’energia che il Signore ci dono quando entriamo in dialogo ed in comunione, la gioia nel vedere tanti giovani che prendono posto in questo cammino. Il mettere al primo posto, nonostante i limiti e le difficoltà, il cammino delle Comunità Educativo Pastorali.